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Jannik Sinner spiazza: "Solo vicino alle docce", il tarlo del campione
Oggi 15-01-26, 11:21
“D'ora in poi punterò forse anche a perdere alcune partite, ma cercherò di apportare alcuni cambiamenti. Voglio essere un po' più imprevedibile come giocatore, perché penso che sia quello che bisogna per diventare un tennista migliore. In fin dei conti, questo resta il mio obiettivo principale”. Da questa dichiarazione, sorprendente solo in apparenza, prende forma il nuovo capitolo della stagione di Jannik Sinner, che a Melbourne inaugura la sua rincorsa al vertice del ranking mondiale. L’azzurro, oggi numero due, ha iniziato il 2026 con due k.o. — nell’amichevole di Seul contro Carlos Alcaraz e al Million Dollar 1 Point Slam contro Jordan Smith — e un’idea chiara: crescere ancora, anche accettando qualche rischio in più lungo il percorso. Il trono è intanto occupato da Alcaraz, rivale diretto con cui la sfida si gioca su due piani, classifica e campo: “Tornare numero uno è senza dubbio uno dei miei grandi obiettivi di questa stagione — le sue parole prima del via degli Australian Open ai microfoni dell’emittente australiana Nine — Sarà difficile, ma sono felice di provarci dando tutto”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45838712]] La rivalità con lo spagnolo è ormai il filo conduttore del tennis contemporaneo e lo stesso Sinner non lo nasconde: “Certo che penso alla rivalità, mi motiva molto — aggiunge — Se restiamo numero uno e numero due, l’unico modo per affrontarci è una finale. Ma c’è ancora tanta strada da fare prima di arrivarci”. A Melbourne, però, il sorpasso non è ancora possibile: Jannik difende i 2.000 punti del titolo conquistato un anno fa, mentre Alcaraz ne lascerà per strada molti meno. L’altoatesino arriva comunque con sensazioni positive: “Mi sono allenato molto bene prima di arrivare qui — dice ancora — La preparazione è stata eccellente e fisicamente mi sento pronto. A inizio stagione è normale avere qualche dubbio, ma torno qui con grande fiducia grazie ai risultati ottenuti negli ultimi anni. Non vedo l’ora di iniziare a competere”. Accanto alla dimensione agonistica resta spazio anche per la ritualità: “Uso sempre gli stessi armadietti nello spogliatoio di Melbourne, vicino alle docce, sono comodi e ormai è una tradizione. Se qualcosa non funziona per un paio d’anni, allora cambio. A Wimbledon, per esempio, l’ho fatto. Qui no: finora sta andando tutto bene”. Con lui, come sempre, Simone Vagnozzi: “Simo ha un mondo tutto suo — conclude — Scherzi a parte, è estremamente professionale, guarda più partite di chiunque altro per darmi il maggior numero possibile di feedback. Lo prendo spesso in giro, ma tra noi c’è un legame profondo”. Insieme a Vagnozzi e Darren Cahill, Sinner è pronto a reinventarsi ancora, partendo da Melbourne. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45839718]]
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