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La leggerezza, una scelta estetica che arriva da Zero Gravity di Tombolini
10-04-2026, 20:25
C’è un equivoco che va chiarito subito: la leggerezza non è roba da deboli. È roba da gente che ha capito. Perché oggiessere pesanti è diventato facile. Anzi, è diventato quasi obbligatorio. Tutti affannati, tutti carichi, tutti pieni di cose da fare, da dimostrare, da raccontare. Una gara a chi ha la vita più complicata. E guai a sembrare leggeri: ti prendono per uno che non ha problemi. Come se fosse una colpa. La verità è che il peso è spesso una scelta. E nella maggior parte dei casi, anche una cattiva abitudine. Ci portiamo addosso tutto: aspettative degli altri, ruoli, performance, ansie da risultato. Soprattutto gli uomini — quelli tra i 30 e i 60, quelli che lavorano, viaggiano, decidono — sono i peggiori accumulatori seriali di zavorre. Sempre di corsa, sempre in tensione, sempre dentro una specie di armatura invisibile. La leggerezza, invece, è un’altra cosa. È togliere. Non aggiungere. È sapere cosa serve davvero e cosa no. È muoversi nel mondo senza trascinarsi dietro l’inutile. È fare bene le cose senza farle pesare. È eleganza, sì, ma prima ancora è lucidità. E guarda caso, quando questa idea entra nella vita, entra anche nello stile. Perché basta vedere cosa succede quando qualcuno prende sul serio il concetto di leggerezza. Non a parole, ma nei fatti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223782]] Prendiamo Tombolinie la sua Zero Gravity. Qui non siamo davanti all’ennesima collezione che racconta storie. Qui c’è un’idea molto semplice: un uomo non deve essere prigioniero di quello che indossa. A questo punto la domanda è inevitabile, e la giro direttamente a Silvio Calvigioni, anima di Tombolini: Ma davvero oggi l’uomo ha bisogno di una giacca che non sente addosso, o è solo un lusso? "Quinon si tratta solo di comfort. Si tratta di libertà operativa. Giacche che non si stirano, tessuti impalpabili, capi che stanno in piedi da soli senza costringerti. È la differenza tra indossare qualcosa e viverci dentro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223783]] La leggerezza è diventata una necessità contemporanea o è una vostra visione che avete anticipato? "C’è una cosa che emerge chiaramente siamo alla finedell’eleganza punitiva. Quella che ti fa sembrare impeccabile ma ti impedisce di respirare. Zero Gravity — e ancora di più la sua versione Gold in cashmere e seta — è esattamente questo: togliere peso senza togliere autorevolezza. Restare formali senza diventare rigidi. Essere eleganti senza sembrare costruiti" E quanta gente c’è dietro questa leggerezza? "Ilparadosso è sempre lo stesso: più un prodotto è leggero, più lavoro sullespalle". Calvigioni risponde senza effetti speciali: circa *120 persone*. Artigiani, tecnici, competenze vere. Non storytelling, ma struttura". E la donna? La leggerezza resta un affare maschile? "Assolutamente no. Siamo prontia portare questo concetto anche nel guardaroba femminile, con una capsule dedicata. Pochi capi, essenziali e mirati: tailleur, cappotti, perfino lo smoking. Stessa filosofia, stesso approccio — togliere peso senza togliere struttura". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223786]]
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