s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Politica
La marcia su Roma dei professionisti degli affari loro
Oggi 03-07-26, 06:11
L’Associazione nazionale partigiani sostiene minacciosa che “non è neppure immaginabile” che uno di destra diventi Presidente della Repubblica. Ce li vedo, nel caso l’ipotesi si realizzasse, questi nuovi brigatisti darsi alla clandestinità, imbracciare il mitra e risalire le vallate per raggiungere le montagne da cui combattere una nuova resistenza contro le soverchianti forze lealiste. Dalle brigate Garibaldi alle brigate Fratoianni-Schlein, cosa che conferma la felice intuizione di Karl Marx: “La storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia la seconda come farsa”. Già fa caldo, coprirsi pure di ridicolo è puro autolesionismo: il Presidente della Repubblica lo elegge il Parlamento in seduta comune, i parlamentari li eleggono gli italiani in libere elezioni e sul risultato di questa catena democratica il parere dell’Anpi ovviamente conta zero ma è indice di dove si annidi ancora il fascismo, di chi ancora intenda marciare su Roma per imporre la propria ideologia, di chi avendo occupato negli anni ogni anfratto del potere sia pronto alle peggio cose pur di conservarlo. Di che uso strumentale e disinvolto a volte la sinistra abbia fatto del Quirinale ne abbiamo già parlato in questa sede, ora il gioco sporco esce allo scoperto e si prepara una riedizione del Cln, il Comitato di liberazione nazionale che si intestò la liberazione dell’Italia. Ormai non lo nascondono più: tutti insieme - dai centristi all’estrema sinistra - in una ammucchiata elettorale che non ha alcun senso politico né collante ideologico per fermare l’invasore non del Paese ma, beninteso, degli affari loro. Fuori da Palazzo Chigi, inibiti a usare i soldi pubblici come meglio credono, con la Cgil ridotta a difendere il lavoro sporco dei tagliagole di Hamas, per i partiti di sinistra il Quirinale è il baluardo da cui provare a salvare il salvabile del loro mondo. Altro che Costituzione da difendere con ogni mezzo (la Costituzione impone che sia la maggioranza a designare il Capo dello Stato), la questione è assai più banale: questi come tutti tengono famiglia e si erano fatti la bocca buona a spese nostre. Capiamo la rabbia di rischiare di perdere tutto, non il perché ostinarsi ad alzare l’asticella della menzogna e del ridicolo.
CONTINUA A LEGGERE
1
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
07:31
Sisma in Venezuela, il Cristo Redentore si illumina per le vittime
Libero Quotidiano
06:15
"Libera", la rubrica di Lucia Esposito: Il paradiso a rate
Libero Quotidiano
06:11
La marcia su Roma dei professionisti degli affari loro
Libero Quotidiano
02:52
Burger vegani, lo studio-choc: cosa contengono, salute a rischio
Libero Quotidiano
02:43
FdI stronca Conte e Ilaria Salis: "Con Meloni sei al sicuro"
Libero Quotidiano
02:00
