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La revisione della Direttiva europea sul tabacco mobilita oltre 82.000 contributi: “L’Europa ascolti il segnale che arriva da cittadini, imprese e mondo accademico”
Oggi 09-07-26, 17:38
Quando la Commissione europea ha aperto la consultazione pubblica sulla revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e della Direttiva sulla pubblicità del tabacco (TAD), probabilmente si attendeva il consueto confronto tra industria e sostenitori delle politiche di salute pubblica. Invece, si è trovata di fronte a una delle più ampie e diversificate consultazioni mai registrate sul tema del tabacco e della nicotina, con un messaggio che Bruxelles non può permettersi di ignorare. Path to Smoke-Free e We Are Innovation hanno pubblicato ieri “The TPD Revision and Europe’s Innovation Economy: A Review of the Evidence”, uno studio che analizza l’intero corpus delle risposte ricevute dalla Commissione europea durante la consultazione. Il documento sostiene che la questione vada oltre il dibattito sulla nicotina e riguardi direttamente il modo in cui l’Europa intende regolamentare l’innovazione. Secondo l’analisi, tra il 18 maggio e il 15 giugno sono stati presentati oltre 82.000 contributi. Più del 90% avrebbe sollevato almeno un’obiezione sostanziale rispetto all’orientamento ipotizzato dalla Commissione, mentre soltanto il 2% si sarebbe espresso a favore di un ulteriore irrigidimento delle regole. Le risposte sono arrivate da 138 Paesi diversi. Particolarmente significativa, secondo gli autori, la partecipazione del mondo accademico e della ricerca, con contributi provenienti da 43 nazioni. Il dato considerato più rilevante riguarda proprio l’ampiezza del dissenso: il 96% dei contributi provenienti da università e ricercatori si è espresso in termini critici, percentuale che si attesta al 94% per aziende, associazioni e altre organizzazioni e al 93% tra i cittadini. Un livello di convergenza tra categorie così differenti che gli autori definiscono raro nel contesto delle consultazioni europee. L’analisi distingue le osservazioni per categoria di stakeholder. I cittadini pongono l’accento sulla libertà di scelta degli adulti informati e sul rischio che ulteriori restrizioni possano favorire il mercato illecito anziché rafforzare la tutela della salute. Imprese, associazioni e operatori commerciali concentrano invece l’attenzione sugli effetti economici delle modifiche normative, richiamando i possibili impatti su occupazione, investimenti e prevedibilità regolatoria lungo l’intera filiera. Ricercatori e accademici, infine, sottolineano la necessità di un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e sul riconoscimento delle differenze di rischio tra prodotti combustibili e alternative prive di combustione. Pur partendo da punti di vista differenti, emerge un elemento comune: la richiesta di una regolamentazione proporzionata e basata sull’evidenza scientifica, che tenga conto delle diverse caratteristiche dei prodotti invece di applicare un approccio uniforme all’intero comparto della nicotina. Secondo il rapporto, l’aspetto più significativo della consultazione potrebbe non riguardare direttamente il tabacco. Diversi contributi provenienti dal mondo universitario, tra cui quelli attribuiti a istituzioni come IE University, Northeastern University London e University of Delaware, evidenziano infatti il rischio che una regolamentazione non calibrata possa avere effetti più ampi sull’ecosistema dell’innovazione europeo. L’argomento è che l’aumento dei costi di conformità, l’incertezza normativa e la riduzione degli incentivi a investire in ricerca e sviluppo possano frenare gli investimenti nei settori ad alta intensità tecnologica. In particolare, l’Università del Delaware sottolinea come la riapertura frequente dei quadri regolatori in comparti caratterizzati da cicli di investimento lunghi possa accrescere il costo del capitale e ridurre l’attrattività dell’Europa per gli investitori. Da questa prospettiva, la revisione della TPD diventerebbe non solo una questione di politica sanitaria, ma anche un test sulla capacità dell’Unione europea di creare un contesto favorevole all’innovazione. Sulla base dell’analisi della consultazione, il rapporto individua cinque principi che dovrebbero guidare l’eventuale revisione della normativa europea: differenziare il quadro regolatorio in funzione del profilo di rischio dei diversi prodotti; valutare esplicitamente gli effetti dell’incertezza normativa sugli investimenti in ricerca e sviluppo; quantificare gli impatti economici e occupazionali lungo l’intera filiera produttiva e distributiva; considerare preventivamente il possibile spostamento della domanda verso il mercato illecito; adottare standard rigorosi di evidenza causale, in linea con i criteri di valutazione della Regulatory Scrutiny Board. La consultazione pubblica si è ormai conclusa. La decisione finale della Commissione europea sarà osservata con attenzione non soltanto dagli operatori del settore della nicotina, ma anche da chi valuta il futuro della competitività e dell’innovazione in Europa. Secondo gli autori dello studio, il modo in cui Bruxelles interpreterà gli oltre 82.000 contributi ricevuti rappresenterà un segnale importante sulla direzione che l’Unione intende imprimere alla propria politica regolatoria nei prossimi anni.
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