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La Stampa, assalto alla redazione: chi c'era tra i teppisti, siluro sulla sinistra
Ieri 29-11-25, 13:58
Sorpresa dopol'irruzione dei pro Pal nella redazione del quotidiano La Stampa:a quanto si apprende, tra i 34 identificati ci sarebbe anche una "vecchia conoscenza" delle forze dell'ordine, ilragazzo di 16 anni che a fine ottobre scorso si scontrò conalcuni militanti di destra che facevano volantinaggioal liceo Einstein di Torino. Il minorenne, che sarebbe un appartenente aicollettivi,venne portato dalla Digos in questura dopo che aveva colpito un poliziotto. Al momento, le posizioni degli identificati sono al vaglio degli investigatori. Molto probabilmentesarannodenunciati per danneggiamento e invasione di edifici. I manifestanti che ieri sono riusciti a entrare nella sede del quotidiano torinese hanno lasciato una redazione devastata: hanno gettato a terra tutto quello che c'era sulle scrivanie, hanno vandalizzato i muri con scritte oscene e lanciato del letame contro i cancelli dell'edificio. Qualcuno si sarebbe messo a urlare:“Giornalisti complici dell’arresto in Cpr diMohamed Shahin”, in riferimento alla notizia di convalida di trattenimento, da parte della Corte d’Appello di Torino, dell’imam di via Saluzzo al Cpr di Caltanissetta. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45190876]] Tornando al 16enne identificato insieme agli altri manifestanti, si tratta dello stesso ragazzo su cui si era sollevata la polemica nelle settimane scorse perchéammanettato dagli agentidella Digos e condotto in questura, dove poi era stato denunciato perlesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Avrebbe colpito unpoliziotto con calci e pugni. Quel giorno la protesta dei collettivisi eraconclusa con il lancio di uova contro una sede di Fratelli d’Italia. Ai gruppi di sinistra non era piaciuta l'iniziativa di un gruppo di destra, che voleva fare volantinaggio "contro lacultura dei maranza". Quando ilcollettivo dell’Einstein, vicino all’areaantagonista, ha cercato di impedirlo, si è reso necessario l'intervento della poliziain tenutaantisommossa. "Semplicemente mi ero avvicinato a quelli di destra quando ipoliziotti mi hanno placcato e mi sono spaventato. Non sono cosìstupido da attaccare e aggredire un pubblico ufficiale”, avevaraccontato il 16enne all'epoca. Dalla sua parte si era subito schierato ilcentrosinistra.Il deputato di Alleanza Verdi eSinistra, Marco Grimaldi, era andato al liceoEinstein, che nel frattempo era statooccupato dagli studenti. E aveva detto:“Sono qui per ascoltare gli studenti,sono indignato perché vedere dei repartiantisommossa per dei ragazzi è una scena orribile. Una scena cheinizia prima di quelle manette a un sedicenne e lo dico così come l’ho detto alla Questura, lo ripeterei al prefetto.” E ancora: "Che cosa deve succedere la prossima volta? Vogliamo chiamare i paracadutisti della Folgore alla prima iniziativa all’università? Abbiamo già visto i manganelli sulle teste degli studenti,abbiamo già visto dei reparti mobili entrare addirittura dentrol’università: ecco, i primi che devono fermarsi sono quelli chesono responsabili della sicurezza nella nostra città, perché seper affrontare un volantinaggio di tre persone si portano deireparti mobili allora c’è un problema in generale". Non tanto diversa l'opinione dellacapogruppo del M5s in regione Piemonte, Sarah Disabato, che con ilconsigliere Alberto Uniaaveva definito "preoccupante" quanto accaduto: "Il dissenso è democrazia. E davanti al dissenso non si interviene con l’uso del manganello". "La scuola - avevano sottolineato i due esponenti pentastellati - deve essere luogo di dialogo, inclusione e cittadinanza attiva. Unluogo dove la manifestazione del pensiero deve essere lasciatalibera anche e soprattutto quando dissente da messaggi razzistipropinati da organizzazioni di destra". A loro si era accodata la vicepresidente del Pd, ChiaraGribaudo: "Quanto avvenuto oggi a Torino e nelfine settimana a Genova è molto grave. Viene fatto, da questoGoverno, un evidente distinguo sulle violenze: quando vengonospaccate due vetrine durante una manifestazione si condanna senza se e senza ma, quando viene devastata una scuola o vengonocaricati degli studenti per una contestazione e, da quantoapprendiamo, portati in questura sedicenni senza motivazionitutti tacciono". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45189846]]
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