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“La Carne dell’Eternità”, l'opera di Melanie Francesca esplora il confine tra realismo e fantasy.
Oggi 05-03-26, 14:39
Il 9 marzo, a Milano, alla Libreria Bocca, l’artista e scrittrice Melanie Francesca presenterà, alle ore 18:00, il suo libro,“La Carne dell’Eternità”-Editoriale Giorgio Mondadori.All’evento ci saranno il Professor Stefano Zecchi, Carlo Motta, Melania Rizzoli e Marco Salvati. “La Carne dell’Eternità” è unromanzo sospeso tra realismo e fantasy. Un libro illustrato scritto come una favola, dove i disegni si mescolano al racconto sullo sfondo di un futuro distopico dove gli spiriti rinascono nei robot ma soffrono di nostalgia per un corpo carnale sempre più utopico.Melanietrasforma la sua filosofia sul futuro nella parabola di un romanzo cinematografico. Il linguaggio è visivo, d’azione, in presa diretta, i disegni accompagnano il testo fino a farsi essi stessi narrazione. Il libro è un romanzo illustrato che unisce transumanesimo, sciamanesimo e sensualità in una favola distopica per il nostro tempo. In un’epoca in cui il corpo femminile è oggetto di trasformazioni tecnologiche, potenziamenti estetici e promesse di perfezione algoritmica,MelanieFrancesca sceglie di riportare il discorso alla carne viva. Con La Carne dell’Eternità, l’autrice propone una distopia visionaria che parla di robot e spiriti, ma soprattutto di identità, sensualità e potere. Definita daBarbara Albertiun “prisma in moto perpetuo”, Francesca intreccia illustrazione e parola in una narrazione cinematografica che riflette sul transumanesimo, sulla Singularity e sul rischio di perdere ciò che ci rende umani: la capacità di sentire. Nel mondo diMelanieil suono è linea, la parola è suono, la linea è parola. E la ragione della sua versatilità è proprio in questo ardente desiderio di catturare in una narrazione l’essenza stessa della vita.Nel romanzo, Francesca immagina un futuro in cui gli spiriti disincarnati, stanchi di inseguire l’energia umana, decidono di incarnarsi direttamente nei robot. Un’idea che nessuno aveva ancora osato formulare con tale chiarezza narrativa. Il contesto è quello della Singularity, la svolta teorizzata daRay Kurzweil, secondo cui l’uomo diventerà una piattaforma biologica da potenziare con microchip e innesti neurali. Visione condivisa, con sfumature più inquietanti, anche daBen Goertzel. “Viviamo in un’epoca di trasformazione radicale”,dice l’autrice-“ci parlano di progresso, di guarigione, di longevità. Ma basta pensare al momento in cui le macchine prenderanno il sopravvento sull’essere umano per cominciare a spaventarci. E qui il romanzo va oltre.Non solo uomini potenziati.Non solo ibridi perfetti.Ma spiriti che cercano un corpo artificiale”. In un’epoca che promette di riscrivere il DNA, potenziare il cervello e correggere il corpo, Melanie Francesca pone una domanda quasi scientifica, ma profondamente esistenziale: se l’uomo diventa macchina, cosa resta dell’esperienza umana? Nel romanzo, gli spiriti disincarnati si incarnano nei robot. Horus, antico spirito egiziano, entra in un automa convinto che la coscienza artificiale possa generare emozione. È un esperimento quasi da laboratorio filosofico. Il risultato? Fallimento. Horus vive in un automa di nome Caroline, ma capisce subito che i sensi metallici offrono solo un pallido riflesso del sentire umano. Recluso in una zona segreta di un centro militare dove si tengono esperimenti biotecnologici e rituali sciamanici, Horus incontra Alicia, un’immortale destinata al sacrificio. Innamorato, legge la sua vita come un libro, raccontando la sua storia che va dall’infanzia nel Medioevo alla trasformazione in vampiro. La narrazione, che mantiene una grazia fanta-filosofica, illustra come Alicia collezioni vittime nel corso dei secoli. In un’epoca in cui la felicità è soffocata dal cerebralismo, Horus cerca di salvare Alicia invocando potenze angeliche, mentre lei si rende conto che il suo cammino è ancora lungo. Il libro ci porta a esplorare le avventure di una creatura che, mezza donna e mezza sirena, comprende i limiti dell’amore umano e il percorso verso l’evoluzione. La macchina può replicare la reazione, non l’esperienza. Alicia, vampira immortale dal Medioevo, attraversa i secoli portando con sé una sensibilità arcaica, carnale, sensuale. In un mondo dominato dal cerebralismo, la sua carne diventa atto di resistenza. Il libro suggerisce che l’evoluzione non coincide necessariamente con il potenziamento. Forse, come direbbe Einstein, non tutto ciò che è misurabile conta davvero. La carne vibra. L’algoritmo calcola. E tra le due dimensioni, Melanie Francesca sceglie la vibrazione. Attraverso illustrazioni evocative, la storia ci porta in un futuro distopico dove gli spiriti vivono nei robot.Con un linguaggio ricco e cinematografico, Melanie esplora temi complessi, lasciando il lettore con nuove consapevolezze. Come afferma Barbara Alberti, la sua scrittura è capace di sorprendere e affascinare.
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