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Legge elettorale, maggioranza sotto. In Lega e Forza Italia caccia alle franche tiratrici
Oggi 15-07-26, 07:47
Il primo a fare di conto è Riccardo Molinari, il capogruppo della Lega a Montecitorio: «Secondo il calcolo che abbiamo fatto noi, i franchi tiratori sono stati circa 31. Nessun franco tiratore c’è stato nella Lega». Il tabellone dell’emiciclo della Camera ha da poco dato conto del voto con il quale l’Aula ha respinto l’emendamento della maggioranza sull’introduzione delle preferenze nella legge elettorale e nel centrodestra è già partita la caccia a chi sono, e a chi appartengono, i voti che sono mancati. Molinari, ad esempio, diffida di tutti, anche dei deputati di Futuro Nazionale: «Bisogna sempre vedere se gli otto deputati vannacciani hanno votato come hanno dichiarato». Il partito di Vannacci ha la risposta pronta: un video girato in Aula a testimonianza del via libera che viene mostrato all’occorrenza in Transatlantico. Al numero diffuso da Molinari nella maggioranza ci arrivano confrontando i numeri che hanno mandato sotto il governo con quelli immediatamente precedenti. Per esempio: le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni - il primo voto in Aula - sono state bocciate con 214 “no” da parte della maggioranza. Maggioranza che, con gli stessi identici numeri, ha detto “no” anche al primo voto segreto su un emendamento soppressivo a prima firma Pd. Nei capannelli che si riuniscono in Transatlantico, i partiti azionisti di governo fuori dall’ufficialità - si rimpallano le responsabilità, ma c’è una riflessione che accomuna diverse ricostruzioni: una protesta sotterranea e trasversale delle donne di centrodestra contro la mancata garanzia della parità di genere potrebbe aver fatto saltare il banco. E, anche in questo caso, i numeri possono dare un indirizzo. A scrutinio segreto il primo subemendamento del centrosinistra che chiedeva che «i candidati capilista» non potessero «essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale» è stato bocciato con un numero più basso di “no”: 207 a fronte di 155 “sì”. Un altro capitolo riguarda i deputati assenti al momento dell’esame dell’emendamento. Sono quattro i deputati della Lega e due quelli di Forza Italia che non hanno partecipato al voto. Tutti presenti i deputati di Fratelli d’Italia: su 116 componenti, 111 hanno votato, 5 erano in missione, tra loro la premier Giorgia Meloni. Tutti presenti nel gruppo di Noi Moderati. In Futuro Nazionale, che ha annunciato il voto favorevole all’emendamento, degli 8 deputati mancava Rossano Sasso.
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