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Licei, nuovi programmi. La rivoluzione: via la geostoria, dentro l'IA
Ieri 22-04-26, 20:39
E' stato pubblicato il testo delle nuove Indicazioni nazionali per i licei: si tratta dei nuovi programmi su cui si apre ora la fase di consultazione con il mondo della scuola. Per la prima volta, viene sottolineato dal Ministero, le Indicazioni saranno inviate specificamente anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha fatto sapere che le adotteràsolo al termine del percorso di ascolto della comunitàscolastica. Il testo èstato licenziato dalla commissione ministeriale e da oggi èproposto alla consultazione pubblica e ai diversi stakeholders. La Commissione incaricata della redazione del nuovo testo delle Indicazioni nazionali per i licei ha cosìterminato i lavori di redazione della bozza di documento. La pubblicazione del documento èfinalizzata ad avviare con le istituzioni scolastiche la fase di consultazione, che la stessa Commissione effettueràmediante incontri con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola. Il Mim tiene a precisare che non si tratta di una semplice revisione di programmi ma di un "ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società". Tra le novità, la scomparsa della Geostoria. Al primo biennio, Storia e Geografia tornano a configurarsi come discipline distinte, ciascuna con la propria specificitàmetodologica e, per la Geografia, con manuali propri. La Geografia recupera la sua autonomia scientifica e torna a formare cittadini capaci di orientarsi nella complessitàdel mondo contemporaneo. La Storia, invece, estende il proprio arco temporale fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente ai nuovi scenari globali. "La centralitàdella storia dell'Italia e dell'Occidente non èun ripiegamento provinciale - spiega il Mim -, èriconoscimento dell'ereditàuniversale che quella tradizione ha consegnato al mondo moderno la statualità, i diritti della persona, i fondamenti della ricerca scientifica. La scelta di incentrare lo studio della storia sulle vicende dell'Italia e dell'Occidente risponde a un'esigenza di profondità, non di chiusura e ovviamente non significa affatto non studiare le altre civilta' e la loro storia". Le nuove Indicazioni di matematica, invece - spiega sempre il ministero - "non si limitano a riordinare i nuclei tematici: propongono un ripensamento profondo della disciplina come esperienza intellettuale. Le tecniche restano, ma cessano di essere il fine. Diventano strumenti per comprendere concetti, modelli e decisioni ovvero per esercitare quella cittadinanza attiva e critica che èl'obiettivo ultimo del percorso liceale". "Tre novitàstrutturali meritano attenzione - prosegue il Mim - la prima: l'errore èriconosciuto come parte integrante del lavoro intellettuale, momento fecondo da attraversare con consapevolezza non stigma da evitare. La seconda: per la prima volta, le Indicazioni trattano esplicitamente il tema dell'intelligenza artificiale, affidando alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio che stanno alla base dei sistemi di AI. La terza: il quinto anno introduce uno spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente connette la matematica alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi personali. Questa apertura interdisciplinare e alla storia del pensiero matematico riposiziona la disciplina: non piùtorre d'avorio, ma sistema di idee in dialogo con tutti gli ambiti del sapere". E ancora: in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo, l'intelligenza artificiale entra nei licei "non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare. L'obiettivo èformare una coscienza digitale capace di distinguere tra la simulazione algoritmica la doxa e il sapere validato l'episteme. L'IA èal tempo stesso oggetto di studio e dispositivo metodologico: gli studenti imparano a usarla consapevolmente, ma anche a interrogarla, a riconoscerne i limiti, a tutelarne i confini rispetto alla propria libertàintellettuale. Il pensiero matematico e il pensiero critico diventano le due leve attraverso cui la scuola presidia l'autonomia del soggetto nell'era degli algoritmi. L'obiettivo non èaddestrare studenti all'uso degli strumenti digitali - ammonisce ancora il Mim -, èformarli a governarli con consapevolezza". E poi, il "rilancio della lettura come pratica identitaria: èuno dei fili rossi delle nuove Indicazioni. Lo scopo dell'insegnamento letterario èche gli studenti prendano gusto alla lettura e che da ciòche leggono ricavino strumenti per capire meglio se stessi e il mondo. Una formulazione semplice, quasi disarmante, ma di grande densitàpedagogica. La letteratura del passato èpresentata come specchio dell'esperienza umana da mettere in relazione con quella ancora acerba degli studenti".
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