s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Cronaca Milano
Lo spacciatore morto a Rogoredo? Cambia tutto: la scoperta sullo sparo
Oggi 11-02-26, 00:45
C’è un tassello che mostra chiaramente quanto l’arma impugnata da Abderrahim Mansouri, morto a Rogoredo raggiunto da un colpo di pistola durante un’operazione antidroga, fosse irriconoscibile. La pistola, sprovvista di tappino rosso e con tanto di logo Beretta è una soft air calibro 6 mm: un giocattolo, ma che all’apparenza risulta indistinguibile da un’arma vera. Ieri mattina c’è stata la perizia sull’arma utilizzata dallo spacciatore, su cui non sono state trovate impronte. Eppure, «il mio assistito ha già affermato di aver spostato l’arma dopo il fatto», spiega il legale Porciani. L’agente aveva ammesso di averla spostata «perché la persona rantolava». Sono state inoltre eseguite plurime campionature su più parti dell’arma per la ricerca di tracce genetiche, che dovrebbero essere disponibili in circa otto giorni. Riguardo invece al proiettile c’è un elemento che, dai primi rilievi, secondo l’avvocato merita molta attenzione. «Riguardo al proiettile estratto si può sospettare, vista la deformazione e le caratteristiche balistiche, che prima di raggiungere il cranio abbia intercettato un bersaglio intermedio». Il proiettile sarebbe dunque rimbalzato a terra prima di colpire il 28enne. Dai primi rilievi «risulta danneggiato e questo potrebbe significare che lo stesso proiettile ha urtato qualcosa prima di entrare nella testa di Zach». Un fatto che, se confermato, proverebbe che da parte dell’agente non ci sia stata nessuna volontà di uccidere il ragazzo, ma solo «quella di difendersi da una persona che gli stava puntando una pistola addosso». E sarebbe stato impossibile riconoscerla a quella distanza, al buio e con queste caratteristiche che, come abbiamo visto, parlano chiaro. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46194164]] «Il mio cliente non sarebbe mai riuscito a mirare alla testa in quelle condizioni». Eppure, nonostante le evidenze fattuali (come quella dell’arma a salve usata dallo spacciatore), l’avvocato Debora Piazza aveva messo di avere dei dubbi anche su questo elemento. «L’ipotesi che Mansouri avesse con sé una pistola a salve e l’abbia puntata contro un poliziotto che conosceva — perché è un dato certo e pacifico che si conoscessero, come detto anche dal poliziotto nel primo interrogatorio — sapendolo armato in quanto appartenente alle forze dell’ordine, desta in me fortissime perplessità. Se questa ricostruzione fosse vera, vorrebbe dire che quel pomeriggio Mansouri avrebbe deciso di suicidarsi». Insomma, per illegale della famiglia del presunto spacciatore quell’arma Man souri non l’avrebbe nemmeno toccata. Ricordiamo che l’avvocato Piazza segue anche la famiglia di Ramy Elgaml e ora di Fares Bouzidi, l’amico del giovane 19enne morto al Corvetto un anno fa dopo essere fuggito a un posto di blocco (ora finito in manette con l’accusa di furto aggravato). I legali dei Mansouri avevano chiesto di analizzare le telecamere, richiesta di cui anche l’avvocato dell’agente indagato per omicidio volontario, Pietro Porciani si era detto favorevole. Nei giorni scorsi non sono mancate le polemiche sull’autopsia sul corpo del marocchino, nonostante la conferma della distanza da cui è stato sparato il proiettile: una distanza di circa 31 metri, da cui nemmeno con 10 decimi si sarebbe potuto mirare, soprattutto al buio. Esito, per l’avvocato della difesa per cui l’autopsia sarebbe «compatibile» con la versione del suo assistito. Por ciani aveva sottolineato che il colpo sarebbe stato sparato da una distanza «ben superiore ai 25 metri», superiore anche a quella indicata inizialmente dall’agente. Un esito che non può chiaramente avvalorare la versione dell’omicidio volontario a cui dovranno far seguito altri accertamenti. Eppure, nonostante l’assenza di una prova specifica, gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, avevano commentato le prime risultanze dell’esame autoptico affermando che «la testa girata fa pensare che sia stato colpito mentre fuggiva». I legali avevano poi aggiunto: «Credo che a breve parecchie persone dovranno chiedere scusa alla famiglia di Mansouri Abderrahim». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46228140]]
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
A Milano vogliono incastrare l’agente che si è difeso
Libero Quotidiano
Rogoredo, morte Abderrahim Mansouri: minacce in arabo alla polizia
Libero Quotidiano
03:32
Milano-Cortina, Katherine sconvolta: "Ci sta provando", roba piccante in mensa
Libero Quotidiano
03:00
Italia 1 "stappa" di notte col Superbowl
Libero Quotidiano
02:30
Milano-Cortina, Ghali senza vergogna: ecco su cosa tace
Libero Quotidiano
02:09
Crans-Montana, la lettera e il dramma di Mèlanie: "Non vivo più"
Libero Quotidiano
02:00
Immigrazione, da gennaio sbarchi dimezzati: -56 per cento
Libero Quotidiano
01:00
