s

Magi: Ari Onassis, l'ultimo eroe greco tradito dal Fato
12-03-2025, 08:51
Fu Il magnate greco, in un film interpretato da Anthony Quinn e Jacqueline Bisset. Ma nella storia del '900 fu molto di più, figura titanica che rimanda all'Olimpo, a una nuova Odissea dove il Mediterraneo non fu un percorso da viaggiatore ramingo, ma una ribalta di gloria che lo rilanciò attraverso gli Oceani. Un Ulisse dei nostri giorni che attraversò le colonne d'Ercole senza naufragare, andando alla conquista del mondo. Il 15 marzo sono cinquant'anni dalla scomparsa di Aristotele Onassis, detto Ari (aveva 69 anni, oggi sarebbe considerato ancora giovane), un anniversario preceduto di un giorno dall'uscita di un libro possente, quasi un riflesso contemporaneo della narrazione omerica. Ma ad una condizione ineluttabile: sul palcoscenico di Ari, ucciso dalla miastenia, malattia terribile che blocca i muscoli, si esibiscono soltanto i prescelti dal Fato, nel bene o nel male, baciati dal successo, ma alcuni crocefissi da una fine precoce. TUTTO INIZIÒ A SMIRNE Potete scoprire ogni suo segreto nella biografia Prendersi tutto-Io Aristotele (Neri Pozza editore, pag.438, euro 22), autrice la giornalista Anna Folli. Un'opera rappresentata un po' secondo la tradizione orale dei cantori, o quella teatrale degli anfiteatri, introdotta da un prologo, scandita da una voce narrante e dalle confessioni in prima persona. C'è tutta la vita di Ari, dalla natia Smirne, dove era stato bambino felice con il papà Socrate, benestanti con il negozio di famiglia, la mamma Penelope e la sorellina Artemis (non si scherzava con i nomi, nella famiglia Onassis, tra umane menti geniali e le capricciose divinità olimpiche). Ma già il maledetto Fato premeva su di lui, Smirne fu occupata dai turchi, Ari ragazzino riuscì a fuggire fra incendi e devastazioni, imbarcandosi per l'Argentina. Dopo aver fatto il fattorino e il facchino, trovò un impiego da telefonista che gli permise di spiare grandi affari e presto di farne altrettanti. Durante la Grande Depressione riuscì ad acquistare navi canadesi “in saldo”, anzi voci feroci dissero che diede fuoco a un'imbarcazione per avvalersi dell'assicurazione, ignorando i marinai che persero la vita. Quindi sarebbe stato molto peggio di un monumento all'umana ingordigia come viene descritto nella quarta di copertina. Un fisico non bello secondo i canoni abituali, ma di certo gratificato da un potere di seduzione non indifferente. Alle Sopra, la copertina del libro di Anna Folli, «Prendersi tutto. Io Aristotele” edito da Neri Pozza. Sotto, un ritratto dell'armatore nato a Smirne nel 1906 e morto nel 1975 spalle il denaro e lo sfarzo, ma non era soltanto quella la ragione per cui anche le donne più belle e desiderate del pianeta finivano nel suo letto, pare fosse irresistibile anche l'impatto sfrontato e sicuro del suo primo sguardo. Essendo concreto, sposò la giovanissima Tina Livanos, figlia di un collega armatore che era meglio avere dalla parte degli amici, dalla quale ebbe i figli Alexander e Christina, e con il nome della figlia battezzò lo yacht più bello del mondo, sul quale tutti avrebbero voluto essere invitati per una crociera, e dove Winston Churchill era un habituè. Intanto aveva anche creato e lanciato nei cieli la sua flotta aerea che, tanto per non dimenticare il legame con le radici, aveva battezzato “Olimpic Airways” e anche stretto amicizia con il principe Ranieri di Monaco, potenziando con lui la Societè des Bains de Mair. La principessa Grace non lo poteva soffrire, ma questo non impedì ad Ari di corteggiare una sua grande amica, Maria Callas, proprio durante un crociera scattò la molla fra i due greci più famosi del mondo. Il marito di Maria, l'impresario GiovanBattista Meneghini, finì nelle retroguardie, e la passione infuocata esplose durante un incontro a Venezia, gustando pesce fritto e vini irresistibili in laguna, a cura della contessa Castelbarco. DESTINI INCROCIATI Fino al momento (ed ecco il Fato in agguato, preceduto dall'assassinio del più amato presidente americano), in cui lui mise gli occhi sulla vedova più desiderata del mondo, Jacqueline Bouvier. La quale era stata abituata ai tradimenti del marito, ma sapeva come difendersi dagli uomini, infatti sottoscrisse con Ari un contratto dove si stabiliva persino quante volte dovesse concedersi. E il Fato continuava a sogghignare, dietro le quinte. Alexander, il figlio diletto di Ari, simpatico e intelligente, era precipitato con il suo aereo. Anni dopo, avrebbe fatto la stessa fine anche il figlio di Jacqueline, John Fitzgerald junior: le prime lezioni di volo, quando era ancora un bambino, gliele aveva impartite proprio il fratellastro Alexander. E così diventa paradossalmente giusto tornare al prologo, all'inizio, quando Aristotele in fin di vita all'ospedale di Neuilly, racconta che sogna di quando era bambino, nell'incendio di Smirne. Maria era passata a fargli un carezza. Lui aveva chiesto il divorzio da Jackie perché lo aveva tradito, ma non fece in tempo ad ottenere la sentenza. Morì solo, Jackie ereditò una fortuna.
CONTINUA A LEGGERE
11
0
0
Libero Quotidiano
13:15
Nel libro di Bettanini la presenza italiana in Afghanistan
Libero Quotidiano
13:02
Dazi, Bonelli (Avs): Salvini servo di Trump, andrebbe rinchiuso in una stanza, dice imbecillità
Libero Quotidiano
12:43
Tamajo "Momento positivo per la Sicilia, crescono Pil e imprese"
Libero Quotidiano
12:38
Marco Rizzo canta "Imagine" di John Lennon a Radio Rock
Libero Quotidiano
12:32
Tifoso del Newcastle si tatua il codice QR della vittoria dei Magpies
Libero Quotidiano
12:30