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Marin Jelenic, fermato a Desenzano il killer del capotreno: le sue prime sconcertanti parole
Ieri 07-01-26, 05:48
"So di essere ricercato, ma non esattamente per che cosa". E' quelloche avrebbe detto, al momento del fermo, agli agenti della polizia di Desenzano del Garda, nel Bresciano, Marin Jelenic - e non Jelenik -, il croato di 36 anni ritenuto il killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato all'addome ieri sera nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna. Jelenic, che non sapeva con precisione il perché lo stessero cercando, è apparso confuso. Da quanto finora si è potuto ricostruire avrebbe trascorso la nottata in un dormitorio per senzatetto a Milano, in zona Niguarda. Da lì sarebbe salito su un autobus fino ad arrivare a Desenzano dove la sera del 6 gennaio, attorno alle 21, è stato bloccato. L'uomo era senza documenti, ma è stato accertato che era effettivamente Jelenic. In uno dei video acquisiti dagli investigatori, si vede il 36enne seguire la vittima per un "lasso di tempo significativo" e "senza motivo". Le ricerche del 36enne sono partite immediatamente dopo il ritrovamento del cadavere di Ambrosio, scoperto da un collega che lavora per Italo, nel parcheggio riservato ai dipendenti. Dall'Emilia Romagna, la caccia all'uomo si è presto estesa in tutto il Nord Italia. Nella tarda serata di lunedì, Jelenic era stato avvistato alla Stazione Centrale di Milano. A Fiorenzuola, in provincia di Piacenza, era stato fatto scendere da un convoglio regionale perché molesto e dopo la sua identificazione era stato rilasciato. In quel momento, infatti, non era ancora stata diramata la segnalazione che era un ricercato per omicidio. Il 36enne era già noto alle forze dell'ordine: in diverse circostanze era stato identificato, sempre nei pressi delle stazioni. Ed è nei dintorni delle ferrovie che le forze dell'ordine hanno cercato senza sosta fino a rintracciarlo e fermarlo. Sul luogo del delitto, lunedì sera, da subito sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile di Bologna e il pm, Michele Martorelli. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza interni ed esterni e hanno confermato l'identità del sospettato. "La morte di Alessandro Ambrosio è un fatto gravissimo e che non può essere accettato", hanno sottolineato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l'assessora a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità, Irene Priolo, che chiedono di convocare "un tavolo in ogni Prefettura". "Dobbiamo lavorare insieme per garantire più sicurezza nelle stazioni ferroviarie e una maggiore tutela per le lavoratrici e i lavoratori del settore, così come per le cittadine e i cittadini che quotidianamente utilizzano il trasporto pubblico. La risposta deve essere collettiva e immediata, perché la tutela delle persone e della legalità è un fondamento irrinunciabile del servizio pubblico". Per la giornata di mercoledì, i sindacati hanno annunciato uno sciopero in Emilia Romagna e un presidio in Prefettura a cui parteciperanno anche De Pascale e Priolo. Il Gruppo FS Italiane ha espresso "il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari del dipendente di Trenitalia deceduto a seguito di un accoltellamento avvenuto a Bologna, nei pressi di un'area della stazione prossima al parcheggio riservato ai dipendenti". "Il Gruppo FS Italiane - prosegue la nota - sta fornendo tutto il supporto necessario alle autorità competenti per accertare quanto accaduto".
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