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Massimiliano Allegri, "non è nel mio Dna": le parole che scuotono Milan e Nazionale
Ieri 18-04-26, 12:53
Sembra voler pensare solo al Milan e al posto in Champions, Max Allegri, e almeno a parole chiude nuovamente all'ipotesi di un suo approdo sulla panchina della Nazionale. "Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si dice che quello va di lì e quello va di là: il calcio è bello anche per questo - esordisce il tecnico livornese nella conferenza stampa della vigilia di Hellas Verona-Milan, partita che deve dare ai rossoneri 3 punti decisivi per blindare il terzo posto e respingere l'assalto di Juventus, Como (ko venerdì contro il Sassuolo), Roma e Atalanta. Serve una risposta dopo il doppio ko contro il Napoli e l'Udinese, passaggi a vuoti che hanno spento le illusioni scudetto e riacceso l'allarme rosso in classifica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47290123]] "Nel calcio può succedere di tutto, anche nelle partite. Una cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazioni. In questo momento l'obiettivo è chiaro", sottolinea Allegri. "La mia storia di allenatore parli chiaramente: sono stato 4 anni al Milan, ho fatto 8 anni alla Juventus, poi sono tornato al Milan. Per me tanti cambiamenti non sono stati nel mio Dna. Mi piace lavorare in un club che è un'azienda, che va gestita come tale: va resa competitiva e nello stesso tempo sostenibile. Per fare questo non possiamo fare tutto in un giorno: bisogna programmare analizzare, vedere gli errori che sono stati fatti e continuare", ha aggiunto lanciando un messaggio chiaro alla Figc, ma soprattutto alla dirigenza rossonera. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47314349]] "La mia storia dice che sono stato 15 anni tra Milano e Torino, facendo parte di due grandissime società dove sto lavorando con grandissimi dirigenti. Il primo step è l'obiettivo della Champions e poi programmare il futuro, cosa già avviata l'anno scorso quando è cambiata metà della rosa. Poi, tutti sognavamo di competere con l'Inter, senza però perdere di vista il nostro obiettivo: bisogna pensare a quello. Io sono legato al Milan, quando siamo partiti a inizio stagione bisognava pensare già alla prossima: una volta che è stata costruita la squadra di quest'anno, già è partita la costruzione dell'anno dopo. Però bisogna arrivare in Champions. Non bisogna guardare tre mesi avanti, ma due anni", ha spiegato Allegri.
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