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Meloni ad Amatrice e la foto con un familiare delle vittime: insulti gratuiti
Oggi 27-08-26, 09:43
Accuse vergognose, parole fuori posto, commenti raccapriccianti. E un autentico linciaggio mediatico. Tutto il dipinto nella feroce cornice dei social in cui è finito Angelo Serafini, l’ottantaquattrenne di Amatrice che, durante la visita di Giorgia Meloni a dieci anni dal terremoto, si è commosso davanti al premier e le ha rivolto un saluto caloroso: "Ci hai onorato, è la gioia più grande che ho avuto nella mia vita". Meloni, visibilmente commossa, dopo un abbraccio gli ha risposto: "Non mi fare commuovere". Un momento spontaneo, come riporta IlTempo, trasformato però in una valanga di sospetti e insulti. Angelo Serafini è stato definito "un attore", "un servo della destra", un "figurante". Valerio Sopramonti, su X, ha scritto: "Il vecchietto che ad Amatrice è corso incontro alla Meloni ha superato il provino. L’ha scritturato Muccino per il sequel di L’ultimo bacio e Baciami Ancora: per ora si sa solo che si chiamerà Ora però basta baciarmi che mi sbavi". Poi Mangino Brioches: "Grandissima Meloni ad Amatrice. Ottimo casting, scenografia e regia perfette, e almeno tre nomination: miglior sceneggiatura non originale, effetti speciali e migliore protagonista (tutto metodo Stanislavskij, evidentemente). Stavolta l’Oscar è suo". E Roberto Avventura: "Vergogna! Ma vi rendete conto che questo anziano è stato scelto e pagato per girare questa scena.... Mentre tutti i contestatori venivano isolati e bloccati dalla polizia". Accuse che il figlio Sergio respinge con forza: "Stiamo vivendo questi giorni davvero malissimo – racconta al Tempo, con la voce rotta dall’emozione - hanno accusato papà delle peggiori nefandezze, è assurdo. Ho letto che avrebbe preso dei soldi, che sarebbe un attore professionista, che sarebbe stato convinto dal partito della Meloni. Ovviamente si tratta di accuse false, falsissime. È stata una cosa assolutamente spontanea. Non le nego che io e mio fratello abbiamo paura di leggere giornali e social per non rimanere ancora più male". Il figlio racconta anche le condizioni del padre: "Papà è molto sensibile. Lui a settembre si deve operare al cuore. Ha ottantaquattro anni e vive le giornate con tanta preoccupazione". Serafini ha perso nel terremoto il fratello e la moglie del fratello, oltre ai nipotini: “Il dolore più grande della famiglia, quello che non va più via, è stata la morte dei nipotini”. La sua casa è stata distrutta e da nove anni vive in una Sae. " Per comprare la casa che aveva in centro ci sono voluti anni di lavoro, di sacrifici e di rinunce. Il suo desiderio è di veder ricostruito il centro storico il prima possibile. Ecco perché è stato così contento ed emozionato quando è venuto il Presidente del Consiglio". I detrattori, ancora una volta, dovranno attaccarsi ad altro per gettar fango mediatico.
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