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Meloni, l'intervento in Parlamento sulla guerra: una lezione alla sinistra
Oggi 11-03-26, 09:47
La giornata di Giorgia Meloni in Parlamento. Iniziano alle 9.30 al Senato le comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Sono pieni i banchi del governo. La premier arriva in aula vestita con un tailleur color crema. Ai suoi fianchi siedono i due vicepremier: Tajani e Salvini. Meloni, prima di accomodarsi, ha scambiato qualche battuta con Pier Ferdinando Casini. "Né complici né isolati" - "Il governo non è né complice né isolato e non si sottrae dal confronto. Serve coesione, non banalizzazioni", perché affrontiamo "una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni. Serve lucidità". "Sono qui per confrontarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, che con i suoi effetti investe direttamente la sicurezza, l'economia e gli interessi italiani ed europei". "Mi schierai con Draghi" - Compattiamoci intorno agli interessi nazionali, no a un unamimismo peloso". "L'Italia parli con una sola voce". Quindi Meloni ricorda che quando Fratelli d'Italia era all'opposizione "mi schierai con Draghi dopo l'aggressione russa all'Ucraina". "Ucraina, Hamas, l'Iran" - "L'Italia non prende parte e non intende prendere parte all'intervento" militare di Usa e Israele in Medio Oriente, sottolinea ancora la premier. Un intervento che va inserito nell'ottica di una risposta alla invasione dell'Ucraina e all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Due momenti cruciali: "Così è venuto meno l'ordine mondiale condiviso"."Siamo di fronte a una evidente crisi del diritto internazionale e degli organismimultilaterali. Si tratta di un processo in corso da tempo, ma che ha avuto un punto di svolta ben previso ovvero l'anomalia dell'invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Cosiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e cioè proprio di quell'organismo che del diritto internazionale dovrebbe essere il primo garante". "Noagli ayatollah con l'atomica" - Se da una parte l'Iran ha sempre negato di "volersi dotare dell'arma nucleare", dall'altra, come riferito dall'Aiea, ha proseguito all'arricchimento dell'uranio "oltre il 60 per cento", ha sottolineato Meloni. "Un quadro quindi che non poteva non destare preoccupazione. Non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso dell'arma nucleare" insieme a "una capacita' missilistica che potrebbe colpire l'Italia e l'Europa", ha aggiunto la premier. Le basi italianee gli accordi con gli Usa- "Stiamo fornendo assetti di difesa aerea ai Paesi del Golfo", ha puntualizzato Meloni rispondendo poi agli attacchi delle opposizioni sulle basi italiane: "Ci stiamo attenendo agli accordi come sta facendo la Spagna"."Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo" prendere una decisione "ma ribadisco la decisione in quel caso" sarebbe affidata "al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta". "Anche il Governo spagnolo, di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che 'esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell'accordo non ci saràalcun utilizzo delle basi spagnole'. Il che significa che l'accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attivitàche rientrano nell'accordo. E' quello che sta facendo anche l'Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in Patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po' di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe". Riguardo a una eventuale modifica degli stessi trattati, Meloni non manca di punzecchiare Giuseppe Conte e "chi al governo avrebbe potuto farlo e non l'ha fatto". La speculazione sui carburanti -"Riguardo all'attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili".
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