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Mestre, ruba la casa a un disabile e lo segrega in garage: cacciata grazie al governo
Oggi 16-03-26, 05:35
Se non ci fosse stato il decreto Sicurezza sarebbe stato un calvario. I tempi si sarebbero dilatati, una soluzione (forse) non sarebbe manco arrivata, si sarebbe dovuto aspettare e (nel frattempo) vai a sapere cosa sarebbe potuto succedere. L’hanno criticato (le opposizioni), l’hanno attaccato (i sindacati, soprattutto la Cgil), l’hanno biasimato (i commentatori progressisti): ma la verità è che se l’anno scorso il centrodestra non si fosse impuntato, se non avesse approvato quelle nuove norme (anche) sulle occupazioni abusive, oggi qui, cioè a Mestre, ci sarebbe una vittima (ancora) in cerca di giustizia e una prepotente seduta comodamente nel divano di casa sua, Lui, un uomo di circa cinquant’anni, un disabile psichico. Lei, una donna di 47 anni, che ha acquisito la cittadinanza italiana qualche tempo fa. Nel mezzo un appartamento, in pieno centro nella località veneziana, in un condominio al primo piano, conteso, anzi “rubato”, sottratto in maniera illecita, insomma occupato abusivamente. È iniziata come una convivenza disinteressata: il 50enne che ospita l’“amica”, forse per farle un piacere, forse pensando che così (almeno) anche per lui ci sarà un aiuto in più nelle faccende domestiche che sono un peso per tutti figuriamoci per chi ha a che fare pure con una disabilità. È finita nel peggiore dei modi; con le forze dell’ordine schierate in giardino (sì, d’accordo, ma soprattutto) in un garage ammuffito, con una brandina traballante, un pannolone usato e un secchiello a mo’ di wc. Il padrone di casa viene scacciato proprio da lì, dalla sua proprietà: per mesi, per giunta, quantomeno dal luglio dell’anno scorso. Senza alcun comfort, col freddo in inverno e l’umido in estate, relegato, messo in disparte come un arnese vecchio, mentre la donna prende possesso del piano alto, della sua vera abitazione, non lo fa più entrare, non gli consente nemmeno un’esistenza dignitosa. Se ne frega. Quanto avrebbe potuto resistere, quanto avrebbe dovuto sopportare ancora questa ennesima vittima, questo disabile solo che nemmeno poteva difendersi? Prima, cioè prima del decreto Sicurezza, sarebbe andata così: lui (o meglio il suo amministratore di sostegno) avrebbe dovuto rivolgersi alla magistratura civile, avrebbe dovuto attendere l’accertamento dell’occupazione, avrebbe dovuto sperare in uno sgombero, auspicare che sarebbe andato a buon fine, sarebbero trascorsi almeno anni. Ora, invece, vive di nuovo a casa sua, nel suo salotto, dorme finalmente nel suo letto caldo. Non è stata una passeggiata nemmeno così, va bene (la 47enne, quando i poliziotti assieme ai vigili del fuoco, qualche giorno fa, sono andati a prenderla, si è barricata nella casa ed è stato necessario sfondare la porta d’ingresso e circondare il palazzo con un cordone di militari per non farla scappare): ma vuoi mettere? Un provvedimento del sostituto procuratore, la convalida del gip, il ritorno alla normalità. Basterebbe questo. Ossia basterebbe che le autorità hanno fatto valere due articoli rinnovati del codice: il numero 634-bis di quello penale (il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato al domicilio altrui, che adesso prevede la reclusione fino a sette anni) e il numero 321 di quello di procedura penale (sulla reintegrazione d’urgenza nel possesso di un immobile quando è la prima casa). La legge oramai parla chiaro: se il legittimo proprietario è incapace, magari perché è anziano, magari perché ha qualche disabilità, non serve più neppure la querela, si procede d’ufficio. Giusto, han fatto bene i servizi sociali del Comune di Venezia a capire prima che qualcosa non andava con quel loro assistito che non si faceva più vedere e poi a segnalare il sospetto a chi di competenza. C’è voluto un po’, ci si è dovuti accorgere, si sono dovute fare le verifiche, nonostante lo sdegno per una situazione chiaramente oltre il limite, è andato tutto bene. Alla fine. Al momento la donna è in ospedale (quando, dopo averla chiamata ripetutamente, gli agenti sono piombati nell’appartamento ha avuto un malore). Non la passerà liscia, le accuse non sono ancora formalizzate ma si procederà (probabilmente) per occupazione arbitraria e magari anche per le fattispecie legate alla segregazione del 50enne, come suggerisce il quotidiano locale Il Gazzettino. Con lei, durante il blitz, c’era un uomo straniero: anche la sua posizione dovrà essere chiarita.
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