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Napoli, le gallerie e il cunicolo: la verità (clamorosa) sulla rapina in banca
Oggi 18-04-26, 14:23
Hanno agito con la precisione chirurgica degli specialisti e la freddezza di chi non teme il massiccio schieramento di forze all’esterno, lasciando dietro di sé una scia di dubbi e decine di cassette di sicurezza sventrate. Mentre piazza Medaglie d’Oro veniva blindata da carabinieri e reparti speciali, i componenti della “banda del buco” svanivano nel sottosuolo del Vomero, a Napoli, portando con sé un bottino ancora incalcolabile razziato dal caveau della Crédit Agricole. Un colpo da manuale, studiato per mesi, che ha lasciato sul pavimento dell’istituto solo due pistole sceniche- armi giocattolo prive di tappo rosso usate per congelare la reazione dei presenti - e il trauma di 25 persone segregate per ore, tra le quali due anziani e una dipendente colti da malore. L’incursione è scattata giovedì intorno alle 12. Il gruppo, composto verosimilmente da cinque o sei unità con il volto coperto da collant e maschere di attori famosi, come “The Rock” - un richiamo estetico ai polizieschi degli anni ’70 -, ha attaccato su due fronti. Tre malviventi sono entrati dall’ingresso principale, arrivando a bordo di una Giulietta nera, mentre almeno altri due complici sono emersi dalle viscere della terra, sbucando da un locale nei pressi del caveau. Una volta dentro, hanno raggruppato i presenti in un ufficio, intimando loro di consegnare i cellulari. «State tranquilli, non vi succederà nulla», era stato l’approccio iniziale, pronunciato con una cadenza inconfondibile che ha tolto ogni dubbio agli ostaggi: i rapinatori parlavano con un marcato accento napoletano. La situazione è però degenerata all’arrivo dei militari, quando i banditi, uno dei quali indossava un pantalone tecnico simile a quello dei corrieri per mimetizzarsi meglio nella confusione cittadina, hanno minacciato di aprire il fuoco sui prigionieri prima di dileguarsi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47317396]] La preparazione del raid ha richiesto una perizia ingegneristica complessa, confermata dal ritrovamento, proprio nelle ore successive, di alcuni attrezzi da scasso abbandonati nelle condutture durante la ritirata. Secondo un investigatore contattato da Libero, è possibile che la gang abbia affittato un «basso o un negozio in zona almeno tre mesi fa» per condurre «scavi invisibili e minuziosi, e tenere sotto controllo l’area». «I criminali hanno sfruttato i cosiddetti sottoservizi», spiega ancora la fonte, «quegli spazi ampi dove corrono i cavi telefonici e le condotte idriche, realizzando dei veri e propri bypass strategici con gli alvei fognari per muoversi nel labirinto sotterraneo senza intoppi». Questa rete di tunnel artificiali ha permesso loro di evaporare prima che i reparti speciali del Gis facessero irruzione con le granate stordenti, percorrendo una via di fuga sotterranea che – aggiunge - «potrebbe essere sbucata anche a un chilometro di distanza». Il giorno dopo, l’ingresso ai caveau è ancora interdetto e la Scientifica ha imposto un protocollo rigoroso: ci vorranno almeno 48 ore di incertezza prima di sapere se la propria cassetta sia stata portata via o se il contenuto sia integro. I risparmiatori vengono fatti entrare uno alla volta solo per consegnare le chiavi e consentire le verifiche tecniche sulle impronte e le tracce biologiche lasciate dai ladri. La fila 224 è stata divelta, mentre la 222 è rimasta miracolosamente intatta, alimentando una lotteria crudele che ha lasciato molti in lacrime per la perdita di gioielli e ricordi. Le critiche sulla sicurezza sono feroci, specialmente da parte di chi sottolinea come la «porta con il metal detector venisse sistematicamente ignorata», rendendo «l’accesso alla banca facile come quello di un supermercato». L’identikit tracciato dagli esperti punta dritto ai professionisti del sottosuolo cittadino, ipotizzando che almeno due terzi della banda provengano dai Quartieri Spagnoli o dalla Sanità, storiche culle degli “specialisti del buco”. Si ipotizza un commando di circa dieci persone, divise tra chi ha scavato per settimane, chi ha effettuato l’irruzione e chi, all’esterno, fungeva da ponte radio per segnalare i movimenti delle forze dell’ordine. La caccia agli uomini d’oro è solo all’inizio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47306991]]
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