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"Ora sarà guerra". L'Ue vuole suicidarsi
Ieri 03-04-25, 08:42
E ora sarà "guerra commerciale" contro gli Stati Uniti. Una manciata di ore dopo l'annuncio dei dazi al 20% sull'Unione europea, arrivano le prime scomposte reazioni contro Donald Trump dalle segreterie europee. Secondo Sophie Primas, portavoce del governo francese intervistata da Rtl, l'Ue sarebbe "pronta per una guerra commerciale" con gli Usa e ha in programma di "attaccare i servizi online" in risposta alla manovra della Casa Bianca contro le esportazioni oltre oceano. "Siamo abbastanza certi che avremo effettivamente un effetto negativo sulla produzione", ha aggiunto la Primas, esprimendo particolare preoccupazione per l'impatto delle misure di Washington su vino e liquori. Secondo le fonti di Parigi, Bruxelles starebbe preparando una risposta in due fasi: "una prima risposta che sarà effettiva verso metà aprile e che corrisponderà al primo attacco all'alluminio e all'acciaio", prosegue la portavoce del governo francese continuando a utilizzare una terminologia in tutto e per tutto bellica. "E poi c'è una seconda tornata di risposte che sarà probabilmente pronta entro la fine di aprile per tutti i prodotti e servizi". Per il momento, questa seconda risposta è "in fase di negoziazione tra i paesi membri dell'Unione Europea". "Ma attaccheremo anche i servizi. Ad esempio, i servizi digitali, che al momento non sono tassati e potrebbero esserlo", ha insistito la portavoce francese. La risposta potrebbe riguardare anche "l'accesso ai nostri mercati pubblici", ha indicato. "Ora disponiamo di tutta una serie di strumenti e siamo pronti per questa guerra commerciale", ha assicurato. Mercoledì mattina, la premier italiana Giorgia Meloni aveva invitato tutte la parti in causa a scongiurare "una guerra commerciale". Subito dopo l'annuncio di Trump, ha giudicato "sbagliata" la decisione del presidente americano. La Germania, invece, ha dichiarato di sostenere l'Unione Europea nella ricerca di una "soluzione negoziata" con Washington, ribadendo al contempo che l'Europa è pronta a reagire. "È positivo che la Commissione europea continui a puntare a una soluzione negoziata con gli Stati Uniti", ha affermato il vicecancelliere tedesco Robert Habeck. Se il voto fallisce, "l'Ue darà una risposta equilibrata, chiara e determinata. Siamo preparati a questo", ha aggiunto, esprimendo preoccupazione per il fatto che questa valanga di tariffe americane "trascinerà i paesi in recessione e causerà danni considerevoli in tutto il mondo". Di "conseguenze terribili" ha parlato la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen mercoledì sera, rimandando però qualsiasi commento più esaustivo a questa mattina. A differenza dei paesi membri dell'Ue, il Regno Unito è uscito quasi indenne dalla mannaia di Washington, con dazi del 10%: "Siamo in una posizione migliore rispetto a molti altri Paesi, ma sono comunque rimasto deluso", sono le parole del ministro del Commercio britannico, Jonathan Reynolds, secondo cui "è una delusione qualsiasi barriera al commercio, in particolare tra il Regno Unito e il nostro principale partner commerciale, ovvero gli Stati Uniti. E' una sfida", ha sottolineato il ministro a Times Radio. Londra dovrebbe ignorare le richieste di scatenare una guerra commerciale più ampia adottando rappresaglie, ha aggiunto Reynolds, sostenendo che il governo manterrà la calma e parlerà con Washington, continuando a lavorare per raggiungere un accordo economico.
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