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Porzus, la verità sulla strage dimenticata voluta da Tito e dai comunisti
08-02-2025, 08:52
Quante ricorrenze legate agli ottant'anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Non solo i campi di concentramento mostrati al mondo nel '45, ma anche gli orrori da parte dei vincitori, e a lungo ignorati con gelido distacco. Non solo gli infernali delitti delle foibe con le cordate umane precipitate negli abissi, ma le tante innocenti vittime di ritorsioni e vendette personali, che nulla avevano a che fare con gli eccidi fascisti, come ci raccontò Giampaolo Pansa, finito nel tritacarne dei sinistri per aver sdoganato la verità, nel 2003, con Il sangue dei vinti. In questi giorni sono ottant'anni anche dall'eccidio di Porzûs, in provincia di Udine, un balcone verde, le malghe, terra di alpeggio e turismo, declinante dolcemente sul Friuli Venezia Giulia, a poca distanza dall'attuale confine italo-sloveno. In un'allucinante sequenza di sangue, durata dal 7 al 18 febbraio 1945, sotto l'aura complice e nefasta dell'allora maresciallo Tito, venne assassinato dai Gap (partigiani rossi), un intero reparto della Brigata Osoppo (partigiani bianchi) (...) Clicca qui, registrati gratuitamente su Liberoquotidiano.it e leggi l'articolo integrale di Bruna Magi
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