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Cultura e Spettacolo
"Questo programma...": la clamorosa rissa in tv su Garlasco, Berlinguer infuriata
Oggi 29-06-26, 05:41
Bastano pochi minuti e il dibattito su Garlasco si trasforma in rissa. Fatto abituale, in tv. Meno a È sempre CartaBianca, il programma di Rete 4 in cui Bianca Berlinguer ha dedicato sempre uno spazio minore al caso di Chiara Poggi. Per l’ultima puntata stagionale, però, ecco lo strappo alla regola. Ospite è Liborio Cataliotti, avvocato difensore di Andrea Sempio. Si parte affrontando la delicata questione di Daniela Ferrari, mamma dell’indagato, che ha tentato il suicidio qualche giorno fa. «Tutte le condizioni sono stabili, il problema evidentemente è psicologico, e la malattia più difficile da debellare è quella che attinge la psiche. Quindi il rischio che ci ricaschi è grosso, da ciò il mio appello, pare poco utile, a moderare i toni. Anche se sappiamo che ci sono tifoserie». Condivide Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi: «Io stesso sono stato investito da apprezzamenti riprovevoli nei miei confronti, fatti da protagonisti di questa vicenda. Ho perdonato e ho capito che ci sono toni che a volte si usano, perché lo stato d’animo non è sereno. Quindi quello che ha detto il collega Cataliotti, che saluto, è assolutamente giusto. Non posso che rimarcare, perché questa non è deontologia, è soltanto onestà intellettuale, che nel 2007 c’è stato un linciaggio nei confronti di Alberto». Anche Berlinguer riconosce che «questa cosa delle tifoserie è insopportabile. Mi auguro che questo clima non continui, il rischio è che da settembre la situazione peggiorerà». Quindi domanda a Cataliotti: «Non pensa che la famiglia Sempio si sia anche molto esposta facendo tante interviste televisive? Il figlio non ha risposto alle domande dei giudici, non ha voluto fare la consulenza psichiatrica, ma in tv è andato tante volte...». L’avvocato si scalda: «Temo che questo programma stia assumendo evidentemente un taglio marcatamente colpevolista». E qui è Berlinguer ad arrabbiarsi: «Non abbiamo mai tifato per nessuno e c'è stato sempre riconosciuto. Non accetto le sue accuse e le rimando al mittente. Abbiamo sempre cercato di raccontare le questioni di Sempio e le questioni di Stasi. Intendevo dire che più vai in televisione più ti esponi al massacro del web e delle altre trasmissioni televisive, tant’è che Stasi non c’è quasi mai andato».
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