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Politica
Referendum giustizia, il clamoroso sondaggio: "Sì" o "No"? Ad oggi...
Oggi 14-01-26, 10:18
Una firma in calce per una giornata di svolta. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, infatti, ha decretato che il referendum sulla riforma della giustizia si voterà il 22 e 23 marzo, chiudendo – almeno formalmente – una partita che da giorni infiamma politica, toghe e comitati. Una decisione arrivata al termine di ore arroventate, segnate dal ricorso del comitato civico del No al Tar del Lazio e dalla contromossa del Comitato SiSepara, sostenuto dalla Fondazione Einaudi, con un ricorso ad opponendum. Nel mezzo, la voce del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che al Tg1 replica senza giri di parole ai manifesti dell’Anm sui "giudici sottomessi". Attacca Nordio: "Non riesco a capire come una associazione costituita da persone che dovrebbero essere ispirate alla ricerca della verità divulghino notizie così fantasiose. È una questione di potere. Pm e giudici appartengono alla stessa famiglia, e si danno i voti nel Csm. I vertici Anm esercitano questo potere in modo quasi domestico e togliere potere non è mai indolore". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45803371]] Lo scontro tra comitati si gioca anche sul terreno delle regole. Spiega Carlo Guglielmi: "La prassi è stata finora quella, prevista dalla Costituzione, di attendere tre mesi che si raggiungessero le 500mila firme. Nei prossimi giorni vedremo come finirà". Secco Giandomenico Caiazza: “Non si fa ricorso contro una prassi". Da Palazzo Chigi si replica che senza una data fissata entro il 17 gennaio "sarebbe saltato tutto". Per l’opposizione "ha prevalso la paura", dice De Cristofaro (Avs). Ma Fratelli d'Italiaribalta: "La sinistra delegittima il voto perché teme di perdere". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45805643]] Intanto parlano i sondaggi. Sul Corriere della Sera la rilevazione di Ipsos-Doxa dà i Sì al 54% contro il 46% dei No, anche se con margine in calo. Salvini esulta: "Non vedo l’ora che gli italiani votino un Sì liberatorio". Boccia replica: "Il suo modello è Trump". Conte denuncia "un autoritarismo paternalistico". E l’ex presidente della Cassazione Cassano boccia l’Alta Corte: "È a tutti gli effetti un giudice nuovo, speciale". Una campagna appena iniziata, senza esclusione di colpi.
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