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Referendum giustizia, Marina Berlusconi: "Perché voto Sì"
Oggi 10-02-26, 09:03
"Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo": Marina Berlusconi lo ha detto in un'intervista al Corriere della Sera riferendosi al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. La figlia del Cav ha fatto sapere che voterà Sì "e non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta". E ancora: "A questo dovrebbero servire i referendum: a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze". Secondo lei, infatti, "la separazione delle carriere (prevista nella riforma Nordio)è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera 'terzietà'dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare". A chi invece ha collegato la sua decisione di votare Sì al referendum alla sua storia personale, lei ha risposto: "È vero, mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine". Marina Berlusconi, poi, ha aggiunto: "Il problema non sono i magistrati, ma le correnti, che all’interno del Consiglio superiore della magistratura decidono vita e morte di pm e giudici. Certe dinamiche ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un 'pagherò'. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46270934]] Sul rapporto attuale con Forza Italia, l'imprenditrice ha spiegato: "Ovviamente ho un legame speciale con il partito cui mio padre ha dedicato trent’anni di vita e che porta il suo nome nel simbolo. E soprattutto mi riconosco nei valori che lo ispirano e che considero una risorsa preziosa per il centrodestra e per il Paese. Però il destino di Forza Italia è nelle mani di Forza Italia, io faccio l’imprenditore. E cosa c’è di strano se un imprenditore chiede meno burocrazia, più liberalizzazioni e meno tasse? Come cittadina, poi, potrò pur aspettarmi più coraggio sui diritti civili". Mentre sull'uscita di Roberto Vannacci dal centrodestra ha affermato: "Per come la penso io, non sarebbe una gran perdita... Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46261387]]
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