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Ritocchi low cost: un azzardo per la salute
Oggi 05-02-26, 11:25
Negli ultimi anni la chirurgia estetica low cost è diventata una tendenza sempre più diffusa, spinta dalla promessa di risultati rapidi a prezzi ridotti. Ma dietro il risparmio apparente si celano rischi concreti per la salute e la sicurezza dei pazienti. La ricerca del prezzo più basso solleva interrogativi importanti sulla qualità delle cure e sulle tutele offerte. La tragedia della donna italiana deceduta recentemente dopo una liposuzione in Turchia ha riacceso i riflettori su un fenomeno che, negli ultimi anni, non accenna a diminuire. A delineare rischi e contraddizioni di questa tendenza è il Dottor Paolo Santanchè, Specialista in Chirurgia plastica di lunga esperienza. Il diffondersi della ricerca del prezzo più basso per interventi estetici non è solo un problema economico, ma una questione che può costare la vita. "Scegliere di sottoporsi a interventi chirurgici low cost è pericoloso sia in Italia che all'estero", spiega il chirurgo, ribadendo un principio semplice ma fondamentale: la sicurezza ha un costo. Il punto di partenza dell'analisi del noto chirurgo è la correlazione tra prezzo e qualità: "Il prezzo basso rispetto alla media non indica che il chirurgo sia più onesto, ma solo che qualche cosa toglie dalla sua prestazione o dalla struttura in cui ti porta". Santanchè sottolinea infatti che le strutture che garantiscono elevati standard di sicurezza richiedono investimenti, a cominciare da personale qualificato, sale operatorie adeguate e protocolli certificati. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46196222]] Rivolgendosi direttamente ai pazienti, il chirurgo precisa: "Andare alla ricerca del prezzo basso, quando si parla di salute, è sempre un grave errore". Una frase che suona quasi come un monito: non è il risparmio a dover guidare la scelta di un intervento medico, ma la competenza, la trasparenza e la sicurezza. Negli ultimi anni, molti italiani hanno scelto di spostarsi oltre confine, soprattutto verso paesi come la Turchia, dove cliniche e chirurghi offrono pacchetti con costi fino a quattro volte inferiori rispetto alla media italiana. È proprio a questo fenomeno che Santanchè dedica una riflessione profonda e critica: "I viaggi in Turchia? Un fenomeno che non comprendo: è come inseguire canoni estetici vecchi di 40 anni correndo anche dei seri rischi". Per il chirurgo non si tratta di mettere in discussione la competenza tecnica di alcuni professionisti esteri: "La questione non è la bravura o meno del chirurgo all'estero, ma di porre l'accento su tutti gli altri elementi critici, in particolare la tutela del paziente prima, durante e dopo l'intervento. Se una volta tornati in Italia dopo un intervento all'estero si ha un problema, chi te lo risolve?". Un aspetto centrale evidenziato dal Dottor Santanchè riguarda infatti anche la capacità di tutelarsi in caso di complicazioni: "Un caso tragico come quello della donna deceduta in Turchia, se avviene nel nostro Paese implica un intervento della magistratura, l'individuazione dei responsabili, una condanna, un risarcimento". Questo, secondo il chirurgo, è un elemento che fa la differenza tra una realtà come l'Italia, in cui esistono regole chiare e un'altra all'estero, dove spesso le garanzie legali sono incerte o irrilevanti. E aggiunge: "Ma anche in un caso meno drammatico di una disputa in tribunale, con il chirurgo o la struttura, la possibilità di tutelarsi mi sembra assai più difficile all'estero". Parole che rivelano la profonda disuguaglianza di tutela tra sistemi giuridici diversi e che invitano i pazienti a stare in guardia. Oltre ai rischi pratici, Santanchè affronta un'altra dimensione del fenomeno: quella psicologica e culturale. "Non riesco nemmeno ad immedesimarmi in una persona che sceglie una strada così insidiosa", confessa. "Già l'ansia di affrontare un intervento chirurgico è naturale, in più viaggiare per farsi operare in un contesto dove si parla un'altra lingua e dove gli standard estetici possono essere molto diversi, comporta ulteriori complicazioni e quindi mi sembra assurdo". Un motivo in più per mettere davanti la sicurezza rispetto ad un prezzo apparentemente vantaggioso. "Da anni nel nostro Paese la chirurgia estetica punta alla naturalezza dell'intervento", aggiunge, sottolineando come i canoni estetici italiani tendano sempre più verso risultati armonici e meno estremi, rispetto ad approcci che in altri Paesi possono apparire "retrogradi" o più invasivi. Il messaggio del Dottor Santanchè è chiaro: i ritocchi low cost non sono un affare vantaggioso quando si tratta di salute. Tra rischi clinici, tutela legale più debole e differenze di canoni estetici, il gioco del risparmio può costare molto più del previsto. In un panorama in cui la chirurgia estetica è sempre più accessibile e personalizzata, il consiglio è quello di pesare con attenzione ogni scelta, affidarsi a professionisti riconosciuti e certificati, e non lasciarsi sedurre da prezzi che sembrano troppo belli per essere veri. Perché, come ricorda Santanchè, "la spesa minore si sconta in sicurezza". Autrice dell'articolo Orchidea Colonna Orchideacolonna@yahoo.com
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