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Saman Abbas, la libertà non può morire in nome dell’onore
Oggi 16-07-26, 08:21
La sentenza definitiva della Corte di Cassazione mette la parola fine al processo per l’omicidio di Saman Abbas. Ergastolo ai genitori e ai cugini, ventidue anni allo zio. La giustizia ha individuato i responsabili di uno dei delitti più sconvolgenti della storia recente italiana. Saman aveva soltanto diciotto anni. Era nata in Pakistan ed era cresciuta in Italia, all’interno di una famiglia di religione islamica. Come tante ragazze della sua età desiderava vivere liberamente, scegliere chi amare e costruire il proprio futuro. Una scelta che, secondo quanto accertato dai giudici, la sua famiglia non era disposta ad accettare. Per i suoi familiari, la volontà di vivere secondo i valori di libertà della società occidentale rappresentava un disonore. Per questo Saman è stata privata del bene più prezioso: la vita. Questa vicenda impone una riflessione seria e senza ipocrisie. Nessuno può attribuire la responsabilità di un crimine a un’intera comunità religiosa. Allo stesso tempo, però, non si può ignorare che esistono realtà nelle quali interpretazioni estremiste della religione islamica e concezioni fondate sull’onore familiare vengono utilizzate per negare alle donne il diritto di scegliere il proprio destino. L’Italia è una nazione fondata sulla libertà, sull’uguaglianza tra uomo e donna e sul rispetto della dignità della persona. Questi principi non sono negoziabili. Chiunque viva nel nostro Paese è chiamato a rispettare le nostre leggi e i valori sanciti dalla Costituzione. Saman Abbas non è stata uccisa perché aveva commesso un reato. È stata uccisa perché voleva essere una ragazza libera. E questo, in uno Stato democratico, rappresenta una sconfitta che deve interrogare tutti. La sentenza della Cassazione non restituirà Saman alla vita. Ma riafferma un principio fondamentale: nessuna tradizione, nessuna cultura e nessuna interpretazione religiosa possono mai giustificare la soppressione della libertà e della vita di una donna. Il nome di Saman Abbas deve restare nella memoria del Paese come il simbolo di una libertà che lo Stato ha il dovere di difendere sempre, senza timori e senza eccezioni.
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