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Silvia Salis a quota 150mila: il boom che spaventa Elly Schlein
Oggi 14-04-26, 05:00
Genova sabato sera era piena di ragazzi, famiglie, turisti che si sono goduti il djset di musica techno con la superstar internazionale Charlotte de Witte alla console di Piazza Matteotti. In mezzo alla gente che ballava c’era anche Silvia Salis, la sindaca della città più vecchia d’Italia, che d’improvviso si è ritrovata giovane. Postando sui social una sua foto sul palco, Salis ha dato a quella folla un significato politico preciso: non solo un grande evento, piuttosto l’idea di una città che intende intercettare l’energia dei ragazzi e, lei spera, pure il voto. Pragmatica e mai sopra le righe, qualcuno dice insipida, porta nella politica un tratto che il centrosinistra sembra aver smarrito, cioè l’agire, lo stare in mezzo alla gente. Anche la sua comunicazione social si muove in questa direzione: meno liturgia di partito, più esposizione personale, messaggi semplici, capacità di tenere insieme energia, ambizione e riconoscibilità fatta anche da dettagli glamour, come la borsa Vuitton o gli occhiali Bottega Veneta che sfoggiava vicino alla de Witte. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47157628]] A poco più di un anno dalla candidatura a sindaca, ha superato i 150mila follower su Facebook: quasi il triplo dei 56 mila del presidente ligure Marco Bucci – e chissà se questo è un elemento elettoralmente importante. In ogni caso, restano lontani i numeri di Giorgia Meloni, che supera i 4, 2 milioni, quelli di Giuseppe Conte, che è a 4, 5 milioni, e anche quelli di Elly Schlein, a 407mila. Ma il dato interessante è la velocità con cui Salis è entrata in questo spazio di visibilità. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47235529]] La scelta di collocarsi con chiarezza sul terreno dei diritti civili e della solidarietà internazionale è un aspetto non marginale della sua immagine, una delle chiavi con cui sta cercando di allargare il gradimento all’interno dell’elettorato progressista. L’esplicito sostegno all’iniziativa della Flotilla partita da Genova verso Gaza che il Comune ha accompagnato pubblicamente e che lei ha difeso con appelli istituzionali e prese di posizione, rientra in questa strategia: Genova città solidale, antifascista, schierata senza sottintesi. Parole d’ordine che, a sinistra, fanno presa. Per questo oggi Salis viene osservata come qualcosa di più di una sindaca. Bloomberg l’ha definita il volto nuovo italiano, addirittura una possibile candidata anti-Meloni. Lei ha risposto che, se glielo chiedessero, prenderebbe la proposta in considerazione, pur ricordando di essere stata eletta per governare Genova. Per il campo progressista, impantanato nella ricerca di una leadership credibile, la Salis è diventata una donna su cui molti proiettano attese, ambizioni, perfino un desiderio di riscatto. Non il “papa nero”, piuttosto la papessa laica dei tarocchi, una risorsa in una stagione di smarrimento. E la sua storia aiuta a capire questa ascesa: ex martellista olimpica, dieci titoli italiani, Salis porta con sé una biografia costruita sulla competizione, sulla disciplina, sull’attitudine a centrare l’obiettivo. E poi è donna, italiana e madre. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47229048]] C’è da dire che il fatto di non nascondere la sua ambizione l’ha fatta diventare anche un bersaglio. Emblematica in questo senso è la polemica scatenata da una foto delle sue scarpe firmate Manolo Blahnik con tanti a rinfacciarle la formula della “sinistra al caviale”. Episodio che, al di là del merito, dimostra proprio questo: Salis non viene più trattata come una figura locale, piuttosto come una realtà politica, e nel centro destra anche come una possibile avversaria a livello nazionale. Il “sol dell’avvenire” sembra dunque sorriderle, anche se i maligni già le sussurrano: eviti il bacio della morte di Matteo Renzi. Ma questa è un’altra storia.
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