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Sinistra al governo, incubo Ruffini alle Finanze se vince il campo largo
Oggi 19-06-26, 09:03
Doveva essere il nuovo Prodi, poi il federatore del campo largo, il “papa straniero” capace di aggregare il fronte progressista, adesso un ruolo certo per Ernesto Maria Ruffini è spuntato fuori: ministro delle Finanze nella lista che i leader del centrosinistra stanno stilando per costruire “l’alternativa” al governo Meloni. Una fantalista che però tanto fanta non è, visto che alcuni nomi sono già circolati sui giornali, nei dibattiti, nei talk. Ieri, appunto, ne parlava il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, spiegando che in realtà di liste ne girano parecchie tra gli addetti ai lavori del centrosinistra, ma per il ministero dell’Economia il nome di Ruffini è citato da più fonti nei “pizzini” di un futuro governo Schlein. Vero che compaiono anche i profili del responsabile economico dei dem, Antonio Misiani, e del direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, ma in cima all’elenco dei papabili per il Mef c’è sempre Ruffini. E il fatto che uno che è stato ribattezzato Mr. Fisco possa decidere la politica economica del Paese getta una luce inquietante sull’operazione. Ruffini, infatti, è stato per anni il capo dell’Agenzia delle Entrate, incarico dal quale si è dimesso nel dicembre 2024 lasciando presagire una sua imminente discesa nell’arena politica. Non è stato così, come lui stesso aveva subito spiegato al Corriere della Sera («mi dimetto perché il clima è cambiato e rivendico il diritto a parlare»), però nel frattempo ha costituito gruppi di partecipazione dei cittadini «per offrire un’alternativa per il futuro», comitati che ha chiamato “Più uno, la politica dell’uguaglianza” e che rispondono a un preciso progetto di Ruffini di pescare voti al centro, nell’area cattolica e democratica che una volta aveva come partito di riferimento la Margherita più che la Dc (anche se Ruffini è figlio di Attilio, partigiano, più volte ministro, vicesegretario della Dc). «Io mi metto a disposizione come contributore di un dibattito all’interno del centrosinistra», ha spiegato di recente Ernesto Maria Ruffini già invitato alle varie kermesse a parlare di democrazia e uguaglianza, «abbiamo bisogno di riaprire un cantiere di idee, di far nascere una nuova politica partecipata». Ha perfino detto di essere pronto a correre per le primarie del centrosinistra. Insomma, si sta scaldando per approdare un giorno al Mef. E però che incubo per gli italiani avere il capo degli esattori come ministro dell’Economia...
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