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Sociale, il Giubileo non è finito: l'anno santo diventa modello di inclusione che supera l'assistenzialismo
Oggi 25-02-26, 16:03
Garantire un’esperienza davvero inclusiva, abbattendo barriere fisiche e digitali e permettendo a ogni pellegrino di vivere pienamente lo spirito del Giubileo 2025. È questo l’obiettivo di “Un abbraccio di speranza”, il progetto promosso da Meraki APS come ente capofila, insieme al Comitato Territoriale Uisp Lazio Sud Est APS e alla Fondazione Emanuela Panetti ETS. L’iniziativa è finanziata nell’ambito del Programma Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 della Regione Lazio e punta a trasformare il Giubileo in un modello concreto di accessibilità universale, andando oltre la semplice assistenza e mettendo al centro la persona. Dall’assistenzialismo all’empowerment Il cuore del progetto è un cambio di paradigma: non più solo supporto, ma partecipazione attiva. In nove mesi di attività, “Un abbraccio di speranza” svilupperà un percorso articolato che intreccia cultura, formazione e accompagnamento personalizzato. Tra le iniziative principali figurano laboratori artistici e musicali inclusivi: danza, teatro sociale, pittura tattile e scrittura creativa sul tema della pace. I percorsi si concluderanno con mostre e spettacoli accessibili, dotati di sottotitolazione e interpretariato LIS, con l’obiettivo di valorizzare il talento dei partecipanti e sensibilizzare la comunità sul valore della diversità. Accessibilità fisica e digitale: le novità Accanto alla dimensione culturale, il progetto introduce strumenti concreti per abbattere gli ostacoli pratici. Sono previsti workshop preparatori e visite guidate personalizzate presso le Basiliche Maggiori e i luoghi simbolo del Giubileo, con guide specializzate e materiali didattici adattati, tra cui mappe tattili e audioguide. Particolare attenzione è riservata all’innovazione tecnologica, con corsi di alfabetizzazione digitale e formazione dedicata all’utilizzo dell’app Iubilaeum25, così da consentire ai partecipanti di gestire autonomamente informazioni, prenotazioni e spostamenti. Per garantire una mobilità senza barriere, saranno messi a disposizione servizi di trasporto dedicati e il prestito di ausili tecnici come carrozzine e deambulatori. Formazione per oltre 100 volontari Un pilastro fondamentale dell’intervento è la formazione specialistica rivolta a oltre cento volontari e operatori. Attraverso percorsi esperienziali, il personale acquisirà competenze nella comunicazione inclusiva, nella gestione delle diverse tipologie di disabilità e nelle tecniche di accompagnamento in contesti ad alta affluenza. L’obiettivo è costruire una rete di accoglienza preparata e competente, capace di rispondere con professionalità ed empatia alle esigenze specifiche di ogni pellegrino, garantendo sicurezza e serenità lungo tutto il percorso spirituale. “L’inclusione è una pratica quotidiana” Danilo Oppedisano, legale rappresentante di Meraki APS, sottolinea la portata della sfida:“Con ‘Un abbraccio di speranza’ vogliamo dimostrare che l’inclusione non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di competenze e sensibilità. Il Giubileo rappresenta un’occasione unica di rigenerazione spirituale e sociale; il nostro compito è assicurarci che nessuno si senta escluso. Non ci limitiamo ad accompagnare i pellegrini: vogliamo che siano protagonisti attivi, capaci di esprimere il proprio talento nei laboratori e di muoversi in autonomia grazie alle nuove tecnologie”. Il progetto si fonda su un partenariato che unisce competenze diverse: dall’esperienza di Meraki nel campo del disagio psichiatrico e della disabilità, alla promozione della salute attraverso il movimento inclusivo portata avanti da Uisp Lazio Sud Est, fino all’impegno storico della Fondazione Emanuela Panetti nel supporto alle famiglie fragili e nell’assistenza socio-sanitaria. L’ambizione è chiara: lasciare un’eredità concreta di buone pratiche, replicabili anche in futuro, affinché l’accessibilità non sia più un’eccezione ma uno standard per ogni grande evento civile e religioso
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