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Sofia Barberi uccisa a Ceriale, nuova vergogna del marocchino: "Chiedere scusa? Vi sparo"
Ieri 23-06-26, 21:36
Una nuova vergognosa provocazione da parte del 19enne di origini marocchine scappato all'estero dopo aver ucciso in un incidente stradale la 22denne Sofia Barberi. Già subito dopo la sciagura di Ceriale (Savona), in cui è rimasta gravemente ferita anche lamica di Sofia, Elena B., il ragazzo in un video girato dall'amico rideva e scherzava sull'impatto tra la sua auto e il motorino delle ragazze. Quindi, un altro video al momento della fuga all'estero, in cui vaneggiava di "remigrazione" lamentandosi del fatto che l'incidente l'ha costretto a scappare dall'Italia dove contava di fare "la bella vita". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48271363]] Oggi, ecco un altro filmato pubblicato sui suoi social: "Sono venuti a casa mia e per poco non hanno preso mio padre a pugni e io dovrei chiedere scusa? Per cosa? Perché da ubriaco ho fatto un video mentre ridevo di una mia amica che ha rotto la macchina? Non ho fatto nulla di male, lavatevi il cervello prima di parlare. Avrò pure sbagliato, ma ci sono modi e modi. Siete fortunati perché voglio bene alla mia famiglia se no vengo lì e vi sparo a tutti". Ancora una volta il giovane non rivolge un pensiero né a Sofia né alla sua famiglia e nemmeno all'amica ancora ricoverata in rianimazione all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona). "Io e mia moglie siamo disperati, è come fosse morta nostra figlia - sono invece le parole accorate di Moustapha, padre del marocchino-. Vogliamo chiedere perdono ai genitori di Sofia ed Emma". L'uomo ha poi spiegato che il figlio "ha fatto un grande sbaglio con quel video, per questo l'ho mandato via. Lui mi ha detto di avere capito l'errore commesso, ma ho preferito allontanarlo, gli ho detto di trovarsi un altro posto. Ha preso i documenti, gli ho detto 'Vai dove vuoi, l'Italia è grande, l'Europa è grande'". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48282302]] Ora il 19enne sarebbe in Portogallo. "Non l'ho più sentito, non so dove sia, ma sono affari suoi", commenta Moustapha, ambulante in Italia da 40 anni. "Mi alzo ogni mattina alle 5 e torno a casa alle 15", racconta. Già in passato il figlio si era rivelato problematico ed era stato in comunità: "C'è stato due anni, non voglio dire per quali reati - ammette il padre -. Quando è uscito sembrava avesse messo la testa a posto, lavorava come cameriere. Tra di noi i rapporti erano normali, c'erano tensioni, ma come in tutte le famiglie".
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