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Stefanini: Trump vede la pace vicina e presenta il nuovo caccia
22-03-2025, 09:35
Un Trump a tutto campo allo Studio Ovale ha parlato di Ucraina, dazi, Nato, e ha anche annunciato la realizzazione del jet da combattimento più potente della Storia. Secondo lui, in particolare, molto presto si arriverà a un cessate il fuoco “completo” in Ucraina. Parlando dallo Studio Ovale il presidente degli Stati Uniti tra le altre cose ha dichiarato che è «in fase di negoziazione un accordo» sulla divisione dei territori. Anche se la dichiarazione è arrivata a poche ore da un massiccio attacco di droni russi su diverse regioni dell'Ucraina. Sui dazi, ha difeso le sue decisioni. «Il 2 aprile è il giorno della liberazione in America! Per decenni siamo stati derubati e abusati da ogni nazione del mondo, sia amica sia nemica. Ora è finalmente giunto il momento per i buoni vecchi Usa di riavere indietro un po' di quei soldi e rispetto. Dio benedica l'America!», ha scritto su Truth, facendo riferimento alla data nella quale entreranno in vigore i dazi da parte americana verso una serie di Paesi, fra cui quelli dell'Unione europea, su una serie di prodotti. Ha però aperto a qualche forma di flessibilità. «Le persone vengono da me e parlano di dazi e mi chiedono se possono avere delle eccezioni. Una volta che lo fai per uno, devi farlo per tutti», ha detto il presidente rispondendo a una domanda sulle tariffe nello Studio Ovale. «La parola flessibilità è una parola importante. Ci sarà flessibilità». Con al suo fianco il segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha pure comunicato che il contratto per la costruzione del nuovo aereo da combattimento di sesta generazione è stato affidato a Boeing, che ha prevalso sulla concorrente Lockheed Martin. Il jet, che si chiamerà F-47, è destinato a sostituire l'F-22 Raptor. «L'F-47 sarà il jet da combattimento più potente della storia», ha promesso il commander in chief. Nel contempo ha avvertito: «non vogliamo la guerra con Cina ma siamo pronti», pur chiarendo che, se pure ci sono i piani per un potenziale conflitto con Pechino, lui ha intenzione di avere un «bellissimo rapporto con Xi Jinping». «La Nato è forte ma senza di noi non sarebbe la stessa», ha aggiunto, ribadendo che i partner degli alleati «devono trattarci bene». Il presidente ha elogiato il segretario alla difesa, Hegseth, e ha smentito la notizia del New York Times, secondo cui a Elon Musk sarebbero stati mostrati dei potenziali piani di guerra contro la Cina durante la sua visita al Pentagono. «Elon Musk è un patriota. Elon Musk è un innovatore. Elon Musk fornisce molte capacità su cui il nostro governo e il nostro esercito fanno affidamento, e ne sono grato», ha detto, aggiungendo che i report secondo cui a Musk sarebbe stato mostrato il piano avevano lo scopo di «minare qualsiasi relazione il Pentagono abbia con lui». «Lo abbiamo accolto oggi al Pentagono per parlare di efficienza del dipartimento governativo, per parlare di efficienze, per parlare di innovazioni. È stata una grande conversazione informale. Il resto di quei reportage era falso. Non c'erano piani di guerra. Non c'erano piani di guerra cinesi. Non c'erano piani segreti. Non è quello che stavamo facendo al Pentagono». Trump ha poi professato il suo affetto per Re Carlo, e ha detto che sarebbe stato aperto a un'offerta per l'adesione degli Stati Uniti al Commonwealth. Rispondendo alle segnalazioni secondo cui alcuni dei presunti membri di gang venezuelane deportati a El Salvador lo scorso fine settimana non facevano parte di nessuna gang, Trump ha detto che gli investigatori avrebbero indagato sulla questione, pur difendendo le sue politiche di immigrazione intransigenti. «Mi è stato detto che hanno superato un processo di verifica molto severo, e che continuerà anche in El Salvador, e se ci sarà qualcosa del genere, vorremmo sicuramente scoprirlo. Ma... erano un gruppo cattivo. Questo era un gruppo cattivo, e si trovavano in zone cattive, e stavano con un sacco di altre persone che erano assolutamente assassini, assassini, e persone che erano davvero cattive, con i peggiori precedenti che si possa mai immaginare». Nell'incontro con la stampa si è anche parlato dell'assassinio di John F. Kennedy, quando un giornalista gli ha chiesto chi avesse ucciso l'ex presidente. Trump non lo ha detto, spiegando invece perché ha permesso che venissero rilasciati documenti con numeri di previdenza sociale e altri dettagli identificativi inclusi. Un'altra domanda è stata sul tormentone del Canada il 51° stato, con un giornalista che gli ha chiesto se non fosse preoccupato per la prospettiva di aggiungere un tale blocco di elettori in maggioranza potenzialmente democratici. Qui Trump ha un po' esitato. «Non lo so. Penso che il Canada sia un posto, come molti altri posti. Se hai un buon candidato, il candidato vincerà». Il giorno prima, in una un'intervista a Fox News, Trump era tornato a parlare di Joe Biden. «L'unica cosa che ho ammirato di Sleepy Joe Biden è la seguente - ha rivelato alla giornalista Laura Ingraham -. Andava in spiaggia, si sdraiava su una brandina e nel giro di pochi minuti si addormentava, con le telecamere che lo riprendevano». «Io non ci riuscirei mai,» ha ammesso Trump. «Non sarei mai in grado di dormire così. È l'unica cosa di lui che penso fosse meravigliosa. Per il resto, è stato un disastro, quest'uomo è stato un disastro ha proseguito - Io non dormo molto. Mi rendo contro che molte persone che amano quello che fanno non dormono molto. E finora è andata bene».
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