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Cultura e Spettacolo
Tarantino fa nera la Arquette: "Ipocrita"
Ieri 13-03-26, 11:39
La querelle Rosanna Arquette-Quentin Tarantino non accenna a placarsi. Dopo le accuse dell’attrice (tra i protagonisti di Pulp Fiction, scritto e diretto da Tarantino) che in una recente intervista aveva definito il regista «razzista» e «sgradevole» per aver troppo spesso usato in quel film la “N-word” (epiteto razziale, ndr), è arrivata la replica (tramite comunicato stampa) dello stesso Tarantino (definito un personaggio «inquietante» dalla stessa Arquette). «Spero che la pubblicità che stai ottenendo da 132 diversi media che scrivono il tuo nome e pubblicano la tua foto sia valsa la pena per aver mancato di rispetto a me e a un film in cui- lo ricordo bene - partecipasti con entusiasmo». Una replica piccata che per toni sembra assomigliare, per metà, un po’ alla ribellione di Fantozzi, dopo la visione obbligata della Corazzata Potëmkin mentre si gioca Italia-Inghilterra di calcio, e (per l’altra metà) ad una vecchia canzone di Vasco Rossi: Colpa d’Alfredo. Proprio nell’incipit di quel pezzo, dove il rocker di Zocca canta rabbioso una delusione amorosa, «... e quella stronza non si è neanche preoccupata. Di dirmi almeno qualche cosa, che so, una scusa...». Non dimenticando che lo stesso Vasco Rossi, nella canzone, cita lo stesso epiteto razziale che la Arquette rinfaccia a Tarantino. Piccole sfumature che si rafforzano se si sostituisce, nel titolo del mitico brano, Rosanna con Alfredo. E che Tarantino si sia arrabbiato (come Fantozzi) o sia rimasto deluso (come Vasco Rossi “scaricato” da una fiamma riottosa) lo si capisce anche dalle ultime considerazioni che fanno “nera” Rosanna Arquette. «Forse ora la pensi così. Ma dopo che ti ho dato un lavoro, e ti sei presa i soldi, parlare male di quel film per ragioni che sospetto siano dettate da opportunistico cinismo dimostra una chiara mancanza di classe e di onore. Dovrebbe esserci uno spirito di corpo tra colleghi artisti. Ma mi pare di capire tu abbia raggiunto l’obbiettivo che ti eri prefissata. Congratulazioni». La Arquette aveva anche detto che Pulp Fiction è «un film iconico e straordinario», ma ormai non sopportava più la presenza così frequente di quel termine che compare circa venti volte nel cult -movie, vincitore nel 1994 della Palma d’Oro a Cannes e di un Oscar (miglior sceneggiatura) nel 1995. Un’opera che ha cambiato il modo di fare cinema, rendendo eterno un autore come Tarantino. Che oggi difende la sua “creatura” in ogni modo e ad ogni costo.
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