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Politica
Trentini e Burlò liberi, Mollicone: "Chi deve dire grazie a Meloni ora"
Oggi 12-01-26, 10:06
"Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l'Ambasciata d'Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Desidero esprimere, a nome del Governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato". Con queste parole, su X, la premier Giorgia Meloni ha commentato la liberazione dei due connazionali da tempo detenuti in Venezuela. Il presidente del Consiglio "ha sempre seguito la vicenda in prima persona - ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha coordinato l'intenso, lungo lavoro della Farnesina -. Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45802833]] "Ieri - ha sottolineato ancora Tajani -, verso le 20, mi ha chiamato il ministro degli Esteri venezuelano per annunciarmi che la presidente Rodríguez aveva deciso di far liberare Trentini. Stamane, verso le 4, lui e Burlò sono arrivati presso la nostra ambasciata". Il ministro ha parlato di "un lavoro molto discreto condotto da tutto il sistema Italia per portare a casa i nostri connazionali italiani detenuti in Venezuela". "Un grande lavoro della nostra diplomazia – ha aggiunto – un successo del governo che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c'è stato in Venezuela. La presidente Meloni ha espresso la sua soddisfazione, era in attesa della notizia perché glielo avevo preannunciato, ma il riserbo era necessario". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45803228]] Trentini, 46enne cooperante umanitario originario del Lido di Venezia, era detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali a suo carico. Esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato per diverse Ong, partecipando a missioni in Etiopia, Nepal, Libano e Sud America. Al momento dell'arresto collaborava con l'organizzazione francese Humanity & Inclusion, attiva in 60 Paesi nell'assistenza alle persone con disabilità e inclusione sociale. Arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all'autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi. Da allora Trentini era recluso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, vicino a Caracas, struttura nota per sovraffollamento e gravi violazioni dei diritti umani. Pur etichettato informalmente da fonti vicine al regime Maduro come "cospiratore" o "terrorista", non esistono capi d'imputazione né un processo a suo carico. Il caso viene considerato un esempio di "diplomazia degli ostaggi", con arresti arbitrari di stranieri usati come leva politica. Era detenuto in isolamento, con accesso limitato alla luce naturale e all'esercizio fisico. Ha perso circa 15 chili a causa della dieta insufficiente. Aveva potuto telefonare alla famiglia solo tre volte nel 2025 e non dispone di un avvocato indipendente. La famiglia - i genitori Armanda Colusso ed Ezio Trentini e la sorella - aveva inizialmente mantenuto il riserbo, salvo poi rivolgere appelli pubblici nell'ultimo anno lamentando lentezze ma riconoscendo l'impegno del ministro degli Esteri Tajani e della premier Meloni. Il governo italiano ha seguito il dossier come prioritario, anche tramite l'inviato speciale Luigi Vignali. Il caso è stato sollevato in sedi internazionali, compresi G7 e Parlamento europeo. La liberazione di Trentini e Burlò "è una vittoria di tutta l'Italia che nel silenzio e con convinzione ha lavorato a questo obiettivo", puntualizza il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan. E tutto il centrodestra, con FdI in testa, sottolinea il ruolo della Farnesina e di Palazzo Chigi, dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ("Dobbiamo ringraziare il Governo guidato da Giorgia Meloni, la nostra rete diplomatica e quella di intelligence che hanno operato, con la collaborazione fattiva delle autorità venezuelane") al deputato Federico Mollicone ("Un risultato straordinario frutto dell'impegno costante e della determinazione del governo italiano, che ha agito con responsabilità istituzionale per riportare a casa i nostri connazionali. Un ringraziamento doveroso va a tutte le istituzioni e agli apparati che hanno agito con la massima riservatezza. Non possiamo però dimenticare i mesi in cui questo caso è stato al centro del dibattito pubblico, durante i quali molte trasmissioni televisive hanno raccontato i giorni di prigionia di Trentini con un messaggio, anche implicito, che scaricava le responsabilità dello 'stallo' su chi guida la nostra Nazione. Ci auguriamo che alla luce di quanto accaduto, le stesse testate mostrino ora un'altra immagine: quella del nostro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accompagnata da un semplice e doveroso 'grazie' per l'impegno profuso per la risoluzione di una vicenda diplomatica così complessa") fino all'europarlamentare di Fratelli d'Italia-ECR, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo: "Accolgo con profondo sollievo la notizia della liberazione del nostro connazionale Alberto Trentini, finalmente libero dopo oltre 420 giorni di detenzione in Venezuela, e dell'imprenditore Mario Burlò, che presto faranno rientro in patria. E' un momento di gioia per le famiglie e per l'intera nazione, ma anche un forte segnale di speranza dopo l'arresto di Maduro per l'avvio di una nuova fase politica in Venezuela. La liberazione di Trentini e Burlò è un risultato ottenuto grazie anche al costante lavoro del governo italiano e dei nostri rappresentanti diplomatici, cui va la mia gratitudine".
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