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Tufino, bimba di 4 anni morta: arrestati gli zii, un agghiacciante assassinio
Oggi 01-02-26, 11:59
Dopo oltre un anno di indagini si è arrivati a una svolta agghiacciante nella morte della piccola Alessandra, la bambina di appena 4 anni che perse la vita a Tufino, nel Nolano. Quella che per mesi era stata raccontata come una tragica fatalità domestica si sarebbe rivelata tutt’altro: i due zii affidatari della minore sono stati arrestati con l’accusa di omicidio aggravato. Alessandra era stata affidata a loro per essere sottratta a un contesto familiare problematico, ma proprio in quella casa avrebbe trovato violenze e abbandono. La notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024 gli zii avevano parlato di una caduta accidentale dalle scale. Una versione che ha iniziato a vacillare fin da subito. Il medico del 118 intervenuto per constatare il decesso aveva infatti rilevato condizioni incompatibili con un semplice incidente: il corpo della bambina presentava segni evidenti di maltrattamenti, bruciature, lividi e uno stato di grave denutrizione. La Procura di Nola ha ricostruito mesi di sofferenze cominciate nell’estate del 2024, quando la bambina era stata collocata presso la coppia dopo la sospensione della responsabilità genitoriale ai genitori biologici. Le indagini, basate su intercettazioni, messaggi e interrogatori, hanno delineato un quadro di sistematica incuria, definita dagli inquirenti come "child neglect". Alessandra veniva privata del cibo in modo continuativo, fino a raggiungere una condizione "cachettico", con un deperimento fisico tale da annullare le difese dell’organismo. Determinanti sono stati gli accertamenti tecnici del RIS di Roma e della Sezione Biologia, insieme a una consulenza medico-legale collegiale. È emerso che la morte non è stata causata da un singolo trauma, ma dal progressivo accumularsi di lesioni mai curate. Sul corpo della bambina sono state riscontrate ustioni, piaghe da decubito, una frattura e una grave patologia polmonare, favorita dallo stato di fame e incuria, risultata fatale. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Nola su richiesta della Procura, chiude una lunga indagine durata oltre dodici mesi e restituisce una verità drammatica: Alessandra è morta dopo una lenta agonia, tra le mura di quella che avrebbe dovuto essere una casa sicura.
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