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Ue, 10 milioni per far giocare i migranti a padel
Ieri 20-02-26, 10:09
Vuoi non metterli due milioni e mezzo per escogitare strategie vincenti per proteggere gli immigrati irregolari? E due milioncini sul cinema africano e sulla decolonizzazione degli studi cinematografici e televisivi? E altri due milioni sui collegamenti nascosti tra migranti e società attraverso il cibo? E poi 250mila euro per corsi di padel che favoriscano l’accettazione degli stranieri? E poi ancora 750mila euro per un progetto sul ruolo del calcio nell’emancipazione dei giovani rifugiati? L’Unione europea è di manica larga. Quando c’è da elargire fondi a pioggia a università, ong e associazioni devote all’accoglienza per la pseudo-integrazione di extracomunitari e rom, è sempre in prima fila. «I fondi europei seguono sempre più spesso logiche ideologiche che generano enormi sprechi. Analizzando i finanziamenti dell’Unione europea destinati a studi e progetti sull’immigrazione, emergono iniziative discutibili e dagli obiettivi poco chiari», commenta Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretario della Lega. In totale si parla di oltre dieci milioni di euro stanziati da Bruxelles per l’inclusione degli immigrati in tutto il continente. Detto del padel (l’iniziativa sarà coordinata dalla federazione irlandese) e del calcio, ecco altri 60mila euro ciascuno per progetti legati al basket e agli sport di strada. Capitolo arte e cultura: 200mila euro sono destinati alla promozione della partecipazione degli immigrati alla vita sociale e culturale europea attraverso la street art e altri 183mila euro vanno all’Università Ca’ Foscari di Venezia per uno studio che «riscrive” le identità dei migranti attraverso la letteratura femminile». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46419665]] Priorità assolute. Così come quella di studiare il ruolo dei lavoratori stranieri nella politica di decarbonizzazione energetica: progetto per cui vengono stanziati 265mila euro. Non manca la sfumatura digitale, siamo pur sempre nel 2026... Ed ecco la bellezza di 1,5 milioni per analizzare come i social network possano aumentare la vulnerabilità economica degli extracomunitari. Non solo. Altri 810mila euro stanziati per un progetto di storytelling digitale finalizzato alla loro integrazione. «Si tratta appena della punta dell’iceberg: centinaia di altre iniziative vengono finanziate con i soldi dei contribuenti, destinate a università, ong e associazioni legate al mondo dell’accoglienza. È sempre più assurdo assistere a una simile pioggia di fondi per inseguire scopi ideologici così distanti dalle reali esigenze delle famiglie e delle imprese europee», attacca Silvia Sardone. Non più tardi di un mese fa erano venuti a galla i 2,2 milioni messi dall’Unione europea per l’inclusione delle comunità rom: dai 60mila euro per tornei di tennis a favore dell’inclusione sociale ai 700mila euro per migliorare l’accesso dei nomadi ai servizi di salute mentale, fino ai 320mila euro per progetti contro l’antiziganismo rivolti ai giovani, ai 150mila euro per iniziative green contro l’esposizione ai rischi ambientali, ai 455mila euro per attività teatrali e artistiche a favore dell’inclusione e ai 165mila euro per progetti culinari e musicali volti a promuovere la cultura rom. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46422335]]
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