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Umbria, disastro Pd-M5s: con la governatrice Stefania Proietti più tasse, meno sanità
Oggi 07-05-26, 00:28
La candidata del campo largo, Stefania Proietti, ha conquistato l’Umbria attaccando il centrodestra sulla sanità. Tema che tira fuori chiunque non abbia altri argomenti, senza mai portare soluzioni ai problemi che denuncia. È facile sparare sul servizio pubblico, quando la gente sta male è vulnerabile. Intendiamoci, è giusto fare campagna elettorale sulla salute dei cittadini. Il tema è centrale nella politica delle Regioni, il cui bilancio per il 70-80% è destinato a far funzionare la sanità. I guai cominciano quando dalla critica si deve passare alla gestione. Meno di un anno e mezzo fa, quando Proietti è diventata presidente, c’erano 42mila persone che aspettavano una visita in Umbria. La promessa era che in tre mesi la nuova giunta avrebbe risolto tutto. Non è andata così. Le liste d’attesa sono raddoppiate: 84mila persone in fila per il medico. E queste sono solo quelle registrate, ce ne sono altre migliaia che nelle liste d’attesa neppure riescono a entrare. Proietti nega, ma il consigliere d’opposizione Enrico Melasecche da settimane denuncia il fenomeno: centinaia di pazienti che non riescono a iscriversi, rifiutati dal sistema informatico di prenotazione della Regione. IN FARMACIA E se qualcuno, non riuscendo a registrarsi da casa, va nelle farmacie, che al prezzo di un euro e mezzo a prescrizione sono abilitate a svolgere il servizio, il risultato non cambia. Neppure gli addetti in camice riescono a prenotare la visita. I cassetti dei 260 esercizi sparsi per la Regione sono pieni di richieste lasciate dai cittadini. Impossibilitati a recarsi due o tre volte al giorno in negozio nella speranza di riuscire a connettersi con il Cup, il centro unico di prenotazione umbro, i bisognosi di visita lasciano la prescrizione al farmacista, nella (vana) speranza che questo nei ritagli di tempo riesca a trovare un buco per loro. C’è qualche possibilità in più recandosi direttamente alle Asl, ma anche presso gli sportelli delle aziende ospedaliere riuscire a prenotarsi è come centrare un terno al lotto. Il punto è che, per non allungare oltre le liste d’attesa, il sistema non recepisce le ulteriori richieste per le specialità più complesse, chiudendo la porta d’accesso, come fosse programmato a farlo. Così le nuove visite prescritte non vengono fatte ma gli elenchi di chi aspetta non si allungano. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47576869]] Uno stratagemma che limita i danni del disservizio solo in apparenza. Nella sostanza i cittadini sanno come funziona e sta esplodendo la protesta dei «pazienti fantasma», come li ha battezzati Melasecche, che ha presentato un’interrogazione sul tema in Consiglio. La cosa è particolarmente fastidiosa perché una delle prime mosse della presidente Proietti è stata alzare l’Irpef regionale, proprio con la scusa di migliorare il servizio sanitario. Si tratta di un aumento di 250 milioni in quattro anni, sparso proporzionalmente su tutta la popolazione contribuente con reddito superiore ai 28mila euro lordi l’anno. Un incremento della pressione fiscale che il campo largo ha provato a scaricare sul centrodestra, dicendo che i quattrini servono a tappare i buchi delle aziende ospedaliere e delle Asl di Perugia e Terni. Bugia, visto che a fine 2025 i conti delle quattro realtà esaminate sono risultati in pareggio solo grazie a un magheggio contabile della presidente, che ha distratto fondi per non avere bilanci identici a quelli dell’anno precedente. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47585018]] LE RICHIESTE Per richiamare la Regione, che continua a minimizzare il problema, alle proprie responsabilità, Melasecche ha fatto una doppia richiesta di accesso agli atti, domandando di conoscere la corrispondenza tra la giunta e i farmacisti, in modo da fare emergere lo scandalo delle prenotazioni impossibili, e tra la giunta e il Cup, il cui sistema non riesce a registrare le richieste di visite. Il termine è scaduto da due settimane ma dalla Regione non è arrivata risposta. Pare che Proietti sia inferocita e abbia imposto a tutti di tenere la bocca chiusa; in ossequio alla privacy dei pazienti, è la scusa. La realtà è che la presidente si è tenuta, evenienza normalmente rara ma non unica nelle giunte del campo largo, la delega alla sanità, forse nella speranza di fare bella figura. Gli effetti però sono disastrosi per l’ex sindaca di Assisi: senz’altro è stata un’ottima figurina per vincere le elezioni ma il bilancio del suo governo è totalmente negativo: più tasse e meno servizi.
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