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Violenza di genere, al Gemelli aiutate più di 200 donne
Oggi 25-03-26, 09:14
Abusi, molestie, stalking, vessazioni. Nonostante i grandi passi avanti, sul fronte della violenza di genere c’è ancora molto da fare. Storie diverse, ma accomunate da percorsi simili. Donne di ogni età sono costrette ogni giorno a subire maltrattamenti e offese. È fondamentale continuare a sensibilizzare, denunciare e costruire una cultura basata sul rispetto e sull’uguaglianza.Oltre 1.342 contatti telefonici e 203 donne supportate dal punto di vista psicologico e legale per aiutarle ad uscire da contesti di violenza. È questo il bilancio dei primi tre annidi attività del Centro Antiviolenza S.O.S. Lei di Wind Tre, nato in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e l’Associazione Assolei. Il Centro, attivo dal marzo 2023, opera quotidianamente in sinergia con le Forze dell’Ordine per la redazione delle denunce e, quando necessario, per l’attivazione di case rifugio, garantendo una presa in carico tempestiva e coordinata alle donne che chiedono aiuto.Nel 2024, le donne che arrivano in PS con «indicazione di violenza» sono state 19.518, con un incremento del 15,2% sul 2023: un segnale di maggiore emersione e di affidamento ai percorsi sanitari (fonte ISTAT, aggiornamento 25/11/2025).Allo stesso tempo, nel 2025 il Ministero dell’Interno rileva un calo dei femminicidi a 97 casi (-18% rispetto al 2024), pur confermando la centralità dell’ambito domestico: 85 delitti in contesti familiari e 62 con autore partner o ex (comunicazione del 19/01/2026). Ma chi sono le donne che si rivolgono al centro? La maggioranza è di nazionalità italiana (74%), ma oltre una su quattro proviene da altri Paesi (26%), con barriere linguistiche e culturali che possono ritardare la richiesta d’aiuto.La fascia 40-60 anni (50%) è oggi la più numerosa, seguita dalle 18-39 (41%). Il 7% è over 60, il 2% è minorenne. Tante anche le forme di violenza che raccontano la complessità dei percorsi. La più diffusa è quella psicologica e verbale (41%), spesso la prima crepa nella relazione e il terreno su cui attecchiscono controllo e isolamento. La violenza fisica (37%) è quella che più facilmente si traduce in accesso ospedaliero, ma non è isolata: accanto emergono la violenza economica (8%), lo stalking e la violenza digitale (5%), la violenza assistita (5%) con ricadute su figlie e figli, e la violenza sessuale (4%), tra le più difficili da dichiarare. Quasi sempre si tratta di abusi intrecciati, che richiedono tempi, competenze e alleanze diverse per essere spezzati.
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