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Vittorio Sgarbi, il messaggio dal seggio: referendum, una bomba sul fronte del "No"
Oggi 23-03-26, 13:38
Anche Vittorio Sgarbi si è mobilitato per il referendum. Il critico d'arte è riapparso in pubblico dopo la malattia eha votato per il referendum sulla giustizia a San Severino Marche (Macerata), città che lo vide protagonista come sindaco agli inizi degli anni Novanta. L'ex sottosegretario di Stato alla Cultura, attualmente sindaco di Arpino, in provincia di Frosinone, e prosindaco di Urbino, si è presentato alle ore 21 al seggio numero 13, nella scuola in frazione di Cesolo. Ad accompagnarlo la compagna, Sabrina Colle, e il suo legale di fiducia, l'avvocato Giampaolo Cicconi. Ad accogliereSgarbiin città, la sindaca Rosa Piermattei. Un bellissimo spot per il "Sì", a favore del quale Sgarbi si era schierato: nonostante gli acciacchi e le fatiche di questo periodo, il critico d'arte ha voluto essere al seggio. E mandare un messaggio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46376623]] L'incontro, sottolinea la prima cittadina, "ha ribadito il legame mai interrotto tra l'illustre critico d'arte e la comunità settempedana". "Il voto ha registrato molta attenzione perché si è ritenuto che fosse un tema importante. - ha dettoSgarbidopo aver votato, sottolineando il valore della partecipazione democratica - A San Severino Marche ho trovato persone vicine, come l'ottimo sindaco Rosa Piermattei e il mio storico avvocato Giampaolo Cicconi". La visita scrive il Comune, "non è stata solo un impegno politico ma anche un momento di convivialità nel segno della tradizione locale". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46942583]] Lo stesso Sgarbi è stato al centro di un caso giudiziario. L'ex sottosegretario alla Cultura è stato recentemente assolto dall'accusadi riciclaggio in relazione al caso del quadro di Rutilio Manetti, 'La cattura di San Pietro'.È stato infatti assolto a Reggio Emilia, in abbreviato, con la formula della vecchia insufficienza di prove, mentre la Procura reggiana guidata dal procuratore Gaetano Calogero Paci aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione. L'opera, secondo l'accusa, era stata rubata nel castello di Buriasco (Torino) nel febbraio 2013,e riapparsa nel 2021(in riproduzione 3D realizzata, secondo i carabinieri della Tutela del patrimonio culturale di Roma che hanno svolto le indagini, da un laboratorio grafico di Correggio, sempre nel Reggiano), come inedito di Manetti e di proprietà di Sgarbi, a Lucca nella mostra "I pittori della luce", da lui curata.
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