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Estero
Ucraina, le 5 garanzie dei Volenterosi per Kiev. Roma esclude invio di truppe italiane
07-01-2026, 06:30
Cinque garanzie di sicurezza per Kiev e una "cellula di coordinamento che consentirà di integrare pienamente tutti gli eserciti competenti e che consentirà il coordinamento fra la coalizione dei Volenterosi, gli Stati Uniti d'America e l'Ucraina". Questi i punti principali per il futuro di Kiev che sono emersi dall’ultima riunione della coalizione dei Volenterosi (35 Paesi impegnati nel percorso di pace) che si è tenuta ieri, 6 gennaio, a Parigi, ispirati all’articolo 5 della Nato, come da tempo suggerisce l’Italia. Ancora una volta, come si legge nella nota diramata al termine dell’incontro, si rimarca l’impegno “a favore di una pace giusta e duratura in Ucraina, in linea con i principi della Carta delle Nazioni Unite”. Si accolgono “con favore” i progressi compiuti nelle trattative, tra cui le “discussioni tra americani, ucraini, europei e altri partner”. La premier Giorgia Meloni comunque è chiara. L'Italia non invierà soldati "sul terreno", tra i principi "più volte ribaditi da Roma", mentre da Paesi come la Spagna – finora tra i più prudenti – si apre la porta alla possibilità di sostenere anche con la presenza di militari gli sforzi di pace. Ecco quali sono i cinque pilastri dell’accordo raggiunto tra i Volenterosi.
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