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Cronaca
A Roma la festa del NO al referendum, "L'Italia che resiste"
Oggi 23-03-26, 20:55
AGI - La festa per la vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia a Roma nasce come una manifestazione spontanea organizzata dalla Cgil a piazza Barberini, poi diventa un corteo che si dirige fino a piazza del Popolo al grido di "dimissioni" rivolto al governo da parte dei manifestanti. È l'inizio di "una nuova primavera", a difesa della Costituzione, per i diritti e contro tutte le guerre, scandisce più volte il segretario della Cgil Maurizio Landini dal palco improvvisato sul retro di un camion. Accanto a lui, quasi tutti i leader del centrosinistra: la segretaria Pd Elly Schlein, la guida dei 5 Stelle Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. E poi il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Prende il microfono anche il presidente ANPI Gianfranco Pagliarulo. Alcune migliaia di persone si sono radunate in piazza Barberini dietro allo striscione 'Viva l'Italia che resiste ancora', citazione di Francesco De Gregori, tra loro soprattutto giovani e studenti. All'inizio una breve pioggia sembra voler scoraggiare i manifestanti "è la nuvola della Meloni" scherza qualcuno. La piazza è riempita da bandiere, musica, striscioni, abbracci e sorrisi. I 'cento passi' in ricordo di Peppino Impastato, 'Bella Ciao' nella versione dei Modena City Ramblers e 'C'è chi dice no' di Vasco Rossi. Le canzoni scandite a ripetizione dal sound system. Il messaggio di Landini: no alla guerra e domanda di cambiamento "È una giornata bellissima, l'inizio di una nuova primavera. Ancora una volta il popolo italiano ha ribadito che la Costituzione non si tocca ma si applica. Questa giornata dice anche un'altra cosa: questo governo non rappresenta la maggioranza del Paese", rivendica Landini. Che poi lancia un messaggio all'esecutivo: "Il governo abbia l'umiltà di ascoltare questo voto, dice che i cittadini vogliono partecipare. E vogliono dire no alla guerra, sotto ogni forma e ogni mentita spoglia. Anziché un plebiscito per il governo è venuta forte una domanda di cambiamento". Per Landini: "Questa prova qui indica che questo governo non ha il consenso della maggioranza, non rappresenta la maggioranza di questo Paese". Dimissioni e necessità di un'alternativa di governo La parola più evocata tra i giovani in piazza è di "dimissioni". Militanti e dirigenti di partito parlano soprattutto della "necessità di costruire una alternativa di governo". Giuseppe Conte: un voto politico e preavviso di sfratto "È un voto politico, perché è nato come un referendum politico. Se dopo 4 anni di governo l'unica riforma significativa che presenti è questa per cambiare la Costituzione: gli italiani hanno detto no", argomenta l'ex premier Conte. Che sottolinea: "È stato un voto fortemente politico, di chi ha rivendicato che noi siamo in uno stato di diritto e dove la legge è uguale per tutti, anche a chi è al governo. Ora dobbiamo chiedere le dimissioni immediate di Delmastro". Il leader M5S avvisa: "questo è un preavviso di sfratto al governo". Elly Schlein: vittoria dei giovani e maggioranza alternativa Elly Schlein ringrazia i presenti, a partire dai più giovani: "Questa è la vostra vittoria. È la vittoria delle giovani generazioni, nonostante sia stato negato il diritto di voto per gli studenti fuori sede. È stata una mobilitazione a difesa della nostra Costituzione". E guarda alla coalizione di centrosinistra: "C'è già una maggioranza alternativa. Continueremo ad essere testardamente unitari per mandare a casa questo governo". Roberto Gualtieri: festa della Costituzione e riforma bocciata Per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri quella di oggi "è una festa della Costituzione, una vittoria importante. È stata bocciata una riforma sbagliata fatta anche con un metodo inaccettabile". Il corteo si conclude in piazza del Popolo Dopo il breve comizio, il corteo percorre veloce via Sistina per arrivare fino a Piazza del Popolo, dove sono stati accesi alcuni fuochi d'artificio.
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