s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Al via il summit Ue in Montenegro, in agenda l'allargamento ai Balcani
Oggi 05-06-26, 08:47
AGI - Tivat, ex base navale jugoslava, ora perla montenegrina tra le destinazioni più esclusive dell'Adriatico, ospita oggi il vertice tra l'Unione europea e i sei partner dei Balcani occidentali (Montenegro, Albania, Serbia, Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Kosovo), in un momento che Bruxelles considera particolarmente favorevole per rilanciare il processo di allargamento. Ovviamente sullo sfondo ci sono le guerre, quella più vicina in Ucraina e quella non meno sentita in Iran, che condizionano ogni confronto sul futuro dell'Europa. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, è stato impegnato questa settimana in un tour in tutte le capitali della regione, da Sarajevo a Podgorica, per ribadire quello che a Bruxelles viene definito un messaggio chiaro: l'allargamento resta una priorità strategica dell'Unione e rappresenta un investimento nella sicurezza e nella stabilità del continente. Il ruolo dell'Italia L'Italia - riferiscono fonti italiane - è da tempo tra i principali promotori dell'integrazione dei Balcani occidentali nell'Unione europea, impegnandosi affinché ai Paesi della regione sia garantita una prospettiva concreta e credibile di adesione. I Balcani occidentali non si collocano ai margini dell'Europa, ma ne rappresentano un'area centrale di cerniera tra Est e Ovest. In tale quadro, l'Italia è impegnata nel sostenere un approccio strategico che, pur nella complessità delle sfide dell'area, riconosca la necessità di offrire a questi Stati una chiara prospettiva di integrazione. L'allargamento comporta inevitabili sfide, ma è ampiamente condivisa la convinzione che l'integrazione dei Balcani occidentali costituisca un investimento strategico per la sicurezza e la stabilità dell'Europa, anche alla luce del contesto internazionale attuale. In questa prospettiva, un'Unione europea pienamente coesa non può prescindere dai Paesi dei Balcani occidentali, dalle loro identità e dal loro patrimonio storico, è la visione di Roma. Il programma Il summit - il secondo di questo tipo ospitato in un Paese candidato della regione, dopo quello svoltosi nel dicembre 2022 a Tirana - prenderà avvio alle 12 con una sessione plenaria dedicata all'esame dei progressi compiuti nel processo di integrazione graduale dei Balcani occidentali, anche alla luce dell'attuazione del Piano di Crescita per la regione. Saranno, inoltre, discusse le principali sfide internazionali che interessano il continente europeo e sulle possibili risposte comuni per affrontarle efficacemente. Alle 14 seguirà una colazione di lavoro incentrata sul processo di allargamento dell'Unione europea, con particolare attenzione alle opportunità e alle criticità che caratterizzano il percorso di adesione dei sei partner balcanici. La discussione verterà anche sulle possibili iniziative volte a favorire un più stretto allineamento dei Paesi della regione ai valori, ai principi e alle politiche dell'Unione europea. Chi partecipa alla riunione Alla riunione parteciperanno tutti e sei i leader dei Balcani occidentali, oltre a 23 capi di Stato e di governo dell'Unione, alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e all'Alta rappresentante Kaja Kallas. Il messaggio di fondo resta quello del processo basato sui "meriti propri". Bruxelles insiste sul fatto che non esistono scorciatoie politiche nè calendari artificiali: l'avanzamento dipende dall'attuazione delle riforme, dal rispetto dello Stato di diritto e dal recepimento dell'acquis comunitario. Il processo di adesione dei sei partner balcanici - spiegano ancora le fonti italiane - procede oggi a velocità differenziate, in ragione sia dei progressi interni sia di criticità politiche bilaterali. E l'incontro servirà a incoraggiare i leader dei sei Paesi partner a proseguire con determinazione nel percorso di adesione, promuovendo ulteriori progressi nell'attuazione delle riforme e nel graduale avvicinamento agli standard e alle politiche dell'Unione europea, nel rispetto delle specificità e dei diversi livelli di avanzamento di ciascuno Stato. Cosa cambia Allo stesso tempo, però, l'Ue vuole mostrare che il percorso produce benefici concreti già prima dell'adesione. Tra i risultati più visibili viene citata l'integrazione graduale dei Paesi balcanici nelle politiche europee. Bruxelles considera particolarmente significativi l'ingresso di diversi Paesi della regione nell'area unica dei pagamenti in euro (Sepa) e il prossimo avvio dei negoziati per accordi sul roaming tra Ue e Balcani occidentali, destinati a ridurre ulteriormente i costi e ad avvicinare la regione al mercato unico europeo. Secondo i funzionari europei, si tratta di misure che rendono l'integrazione tangibile nella vita quotidiana di cittadini, studenti, imprese e turisti. La sicurezza sarà uno dei temi centrali del vertice. Bruxelles sottolinea che Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Kosovo si allineano pienamente alle posizioni europee, comprese le sanzioni contro Russia e Bielorussia, mentre il tasso di allineamento della Serbia si ferma attualmente al 63%. Non a caso il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, il presidente francese, Emmanuel Macron, Costa e von der Leyen avranno un incontro proprio con il presidente Aleksandar Vucic, che ha confermato la sua partecipazione nonostante il parere negativo dei suoi servizi per la sicurezza a causa di possibili rischi. Infine c'è il fattore Ucraina. Tutti la vogliono nell'Ue (ora che non c'è più Orban al tavolo dei Ventisette) ma nessuno è disposto a bruciare tappe o a favorire un trattamento privilegiato rispetto ai Balcani occidentali. è anche la linea italiana. Nei giorni scorsi Merz aveva proposto di concedere a Kiev il titolo di "membro associato dell'Ue". Ma l'idea è stata respinta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Francia e Germania hanno intanto elaborato una proposta per un processo di integrazione graduale "basato sul merito" in cui propongono di semplificare il processo di adesione, attraverso l'eliminazione di alcune procedure eccessivamente formali e la fusione di alcuni passaggi. I due governi invitano la Commissione "a presentare proposte per facilitare l'integrazione graduale dei Paesi candidati nel loro percorso verso l'adesione all'Ue". Tra queste, il rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza e difesa; la partecipazione ai programmi Ue e un'integrazione settoriale al mercato unico.
CONTINUA A LEGGERE
7
0
0
