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Allarme di Mattarella: "Si vuole abbattere il diritto internazionale"
Oggi 10-03-26, 13:18
AGI - Di rado citazione fu altrettanto meditata, altrettanto ponderata: Sergio Mattarella menziona il filosofo cattolico liberale Alexis de Tocqueville e la sua "Democrazia in America" per chiedere che si scongiuri l'attuale deriva che rischia di portare i sistemi democratici verso l'autocrazia e il cesarismo. Lo stesso fenomeno che porta uomini e nazioni, in queste settimane e in questi mesi, a cercare di abbattere le regole basilari del diritto internazionale nate per controbilanciare le smodate volontà di potenza. Mattarella cita Tocqueville e avverte sui rischi per la democrazia Ricevendo a Firenze la laurea honoris causa dal "Cesare Alfieri", il Capo dello Stato ha ricordato come nell'istituto di alti studi fiorentino si curavano le traduzioni del pensatore francese e ancor prima ci si interrogasse sulla crisi dei regimi liberaldemocratici. In particolare, "tra le molte profezie di Tocqueville" si ricordava quella di "un futuro oscillante fra la liberta' democratica e la tirannide cesarista". Il riferimento alle profezie si spiega con le pagine del pensatore francese, che in America si reco' a dispetto del regime di Luigi Filippo d'Orleans, in cui si immaginava un inimmaginabile - per quell'epoca - confronto tra Stati Uniti e Russia. Oppure prevedeva quale sarebbe stato il destino dei sistemi democratici, a quei tempi limitati alle sole ex colonie d'Oltreoceano. La difesa del diritto internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale Se quella era l'epoca dell'Europa delle Grandi Potenze, destinata a spegnersi nel disastro di due guerre mondiali insieme ai regimi liberali che le reggevano, oggi - dice il Presidente vestito con il tocco dell'Alfieri - emerge la "pretesa" di abbattere quelle regole che, attraverso il diritto internazionale elaborato dopo la Seconda Guerra Mondiale, gestiscono la convivenza tra gli stati. "La contemporaneità sta imponendo sfide rivoluzionarie nell'ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli ambiti istituzionali", soppesa le parole, "i protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari". "Sovente vi si fondono i due aspetti", soggiunge e sottolinea, "non si tratta di fenomeni completamente nuovi". Nuova è, semmai, "la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parita' tra gli Stati"; la pretesa "di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi". Le sfide di social media e intelligenza artificiale In questo ambito "i social hanno modificato il modo di comunicare, cambiando relazioni sociali e modo di operare anche nella vita politica; l'intelligenza artificiale sta modificando forme e modalità di lavoro e innumerevoli e ancora indefiniti aspetti della vita nel mondo". Sfide nuove che pero' rappresentano un pericolo dal sapore già conosciuto, dall'amaro già sperimentato. E allora, chiede e auspica Mattarella, "non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione". Il rischio della “tirannide cesarista” nelle profezie di Tocqueville Infatti "nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la piu' inquietante per il nostro tempo e' forse quella che prevede un futuro oscillante fra la liberta' democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell'aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell'individuo, che Tocqueville defini' magistralmente, cogliendone l'intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l'infanzia dell'uomo. Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione". L'appello ai giovani studiosi e il richiamo a Lincoln Il pubblico applaude convinto, e non solo perché nella prolusione del Presidente molti sono stati i riferimenti ad una Scuola di Alti Studi che ha visto sfilare sulle sue cattedre molta dell'intellighenzia democratica italiana. A loro, prima di uscire per visitare il Museo della Resistenza, Mattarella dedica un pensiero che è un invito: "occorre, come hanno fatto tanti di coloro che hanno operato in questa Scuola, dedicarsi allo studio con passione, nei diversi ambiti della conoscenza affinché i nuovi confini del sapere possano essere esplorati e coltivati per realizzare il benessere collettivo che muove dalla centralita' della persona, di ciascuna persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri". Pochi anni dopo il ritorno di Tocqueville in Europa qualcuno ebbe modo di assicurare: la democrazia non scomparira' mai dalla faccia della Terra. Era un presidente americano che stava scrivendo la Storia e si chiamava Abraham Lincoln.
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