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Appello di Muratov alle Chiese: "Resistano agli autoritarismi"
Oggi 05-05-26, 15:28
AGI - Alla vigilia dell’arrivo in Vaticano del segretario di Stato Usa Marco Rubio e della tregua unilaterale annunciata da Mosca per il Giorno della Vittoria, il giornalista russo Dmitri Muratov – Premio Nobel per la Pace 2021 – lancia un appello alle Chiese, perché si facciano baluardi di resistenza al dilagare degli autoritarismi che sferrano guerre in nome di Dio. Rimasto a Mosca nonostante le forti pressioni e gli attacchi personali e al giornale che ha diretto a lungo, Novaya Gazeta, Muratov interverrà con un video messaggio nell’ambito della Conferenza internazionale “Dire Cristo in tempi di guerra”, che si terrà dall’8 al 10 maggio, alla sede della Fondazione Russia Cristiana a Seriate, Bergamo. La vita come dono fondamentale “La vita è il principale dono di Dio. Non l’amministrazione dei presidenti, non gli algoritmi dei social network, ma la vita umana è il dono principale di Dio”, ricorda Muratov nel suo intervento, di cui AGI ha avuto alcune anticipazioni. La giustificazione religiosa delle guerre “Attualmente nel mondo sono in corso 72 guerre e c’è un processo di giustificazione delle guerre attraverso Dio”, prosegue il giornalista, attualmente impegnato h24 in una campagna per aiutare i prigionieri politici russi e ucraini. “Si giustificano le guerre attraverso Dio, con la volontà divina, questo è uno dei principi fondamentali della propaganda”, denuncia Muratov. Il ruolo della Chiesa nella propaganda “I dittatori cercano sempre di appropriarsi di Dio. E in Russia, la Chiesa è diventata parte integrante della propaganda ufficiale”, sottolinea il giornalista riferendosi alla benedizione del Patriarca di Mosca all’invasione dell’Ucraina nel 2022. Fascismo e culto della morte “In questo modo, la Chiesa viene trasformata in un luogo di culto della guerra. I dittatori moderni, se ci fate caso, cercano in generale di fare del fascismo la principale ideologia contemporanea”, sottolinea. “Non è un’esagerazione. Basta guardare: ovunque crescono il culto della morte, il culto della conquista a ogni costo di territori altrui, il culto del leader e, naturalmente, il rifiuto dei diritti umani”. La Chiesa come simbolo di resistenza “Dirò la cosa più importante, il motivo per cui ho osato rivolgermi a voi”, è l’appello del giornalista, “mi sembra che la Chiesa stia diventando il principale simbolo di resistenza al fascismo e al totalitarismo”. La propaganda del sacrificio Muratov punta il dito contro la propaganda del sacrificio per la patria che in Paesi come la Russia ha pervaso ogni aspetto della vita dei cittadini a partire dalle scuole materne. Diritti umani e cristianesimo “I dittatori cercano di sottomettere interamente l’uomo allo Stato. Negano i diritti dell’individuo, i diritti del cittadino. Negare i diritti umani e la misericordia, di fatto, vuol dire anche negare il cristianesimo e Dio”, sostiene l’attivista e Nobel. Vivere o morire per la patria “I dittatori moderni pongono la questione in modo semplice: cos’è più importante, morire per la patria o vivere per la patria? Per Dio invece era importante la vita umana, mentre per il dittatore è importante che l’uomo muoia per il suo potere”, conclude. Il valore universale dei diritti “La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo contiene i comandamenti universali delle religioni sul valore della vita umana. Sono svariati: il rispetto per la vita, il rispetto per la dignità, il rispetto per i diritti umani, anche se ci si trova in terra straniera”.
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