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Cronaca
Banca Progetto: pm di Milano chiedono di indagare altri 6 mesi per associazione a delinquere
Oggi 16-02-26, 13:47
AGI - La procura di Milano chiede al gip di indagare altri 6 mesi su Paolo Fiorentino, ex amministratore delegato di Banca Progetto, indagato - secondo quanto emerge dalla richiesta di proroga di cui AGI è in possesso -, per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. Insieme a Fiorentino sono altri 7 gli indagati, tutti ex vertici dell'Istituto di banca. E, mentre a Milano si indaga ancora, a Roma, sul tavolo del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, è finito un lunghissimo rapporto riservato della Banca d’Italia che conclude l’istruttoria e dà conto, soprattutto, del ruolo rivestito dall'ex ad, Fiorentino, che si è dimesso dal ruolo alla fine di febbraio del 2025. Sul suo operato, i giudizi degli ispettori di Palazzo Koch sono impietosi. L’ispezione, che si è conclusa con un giudizio sfavorevole, ha evidenziato "gravi irregolarità nel processo del credito e una marcata sottostima del rischio del portafoglio prestiti", si legge: "a seguito delle verifiche ispettive sono emerse gravi perdite patrimoniali per effetto delle quali i fondi propri al 31/12/2014 sono scesi da 296 milioni a 184". Gli ispettori hanno rilevato forti carenze nel sistema di governo e controllo della banca. In particolare - secondo Bankitalia -, "Paolo Fiorentino ha promosso un modello di crescita non prudente, ispirato ad un accentuato sviluppo di volumi, senza sostanziali adeguamenti dei presidi". E ancora, si legge nel documento: "l’amministratore delegato ha sempre minimizzato la portata del deterioramento della qualità dell’attivo sulla scorta della copertura assicurata dalla garanzia pubblica". Tanto pagava Pantalone, evidentemente. Carenze e controlli Nel mirino della vigilanza di Via Nazionale, è finito l’intero consiglio d’amministrazione di Banca Progetto, "la cui azione è risultata insoddisfacente, avendo sempre criticamente avallato le condotte dell’amministratore delegato", ma sono risultate carenti anche le funzioni di sorveglianza rivestita dal collegio sindacale, nonché quella di controllo (risk management e internal auditing). Più in generale, con riguardo al processo creditizio, sono emerse carenze in tutte le fasi: istruttoria, monitoraggio, classificazione, valutazione della recuperabilità. Inoltre, l’Uif, che è l’unità finanziaria di Bankitalia, ha più volte comunicato anche in passato i propri rilievi rispetto ai presidi antiriciclaggio, ma la banca non ha assolto ai propri obblighi di collaborazione attiva. Di più: sono poi emerse altre, ulteriori criticità rispetto ai controlli sulla destinazione dei mutui. Così, alla luce delle irregolarità emerse in sede ispettiva, la Banca d’Italia ha disposto l’avvio di procedure sanzionatorie nei confronti sia di Banca Progetto che dei dipendenti e del personale dello stesso istituto di credito. "Omesse segnalazioni di operazioni sospette, carenze in materia di organizzazione, procedure e controlli interni, mancanza di collaborazione prevista dalla normativa antiriciclaggio, carenze nel governo, nella gestione e nel controllo dei rischi", sono queste le contestazioni mosse al legale rappresentante di Banca Progetto e, nel frattempo, sono state già avviate procedure sanzionatorie nei confronti dell’intero consiglio di amministrazione.
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