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Estero
Berlino apre al piano per una “Nato europea” in caso di ritiro Usa
Oggi 15-04-26, 10:57
AGI - Un piano di riserva per garantire che l'Europa possa difendersi utilizzando le strutture militari esistenti della Nato in caso di ritiro degli Stati Uniti sta guadagnando terreno dopo aver ottenuto il sostegno della Germania, da sempre contraria a un approccio unilaterale. Lo riporta il Wall Street Journal. I funzionari che lavorano a questi piani, che alcuni definiscono "Nato europea", mirano a coinvolgere un maggior numero di europei nei ruoli di comando e controllo dell'alleanza e a integrare le risorse militari statunitensi con le proprie. I colloqui, portati avanti in modo informale tra riunioni e incontri a margine dei lavori dell'Alleanza, non puntano a creare una struttura alternativa, ma a garantire continuità operativa, deterrenza nei confronti della Russia e credibilità nucleare anche in uno scenario di riduzione del ruolo americano. L'intera architettura della Nato resta tuttavia fortemente imperniata sulla leadership degli Stati Uniti, a partire dal comando militare supremo fino ai sistemi di sorveglianza e difesa missilistica, rendendo la transizione particolarmente complessa. L'accelerazione del dibattito sulla difesa europea Negli ultimi mesi, sotto la spinta delle posizioni sempre più critiche del presidente americano Donald Trump nei confronti degli alleati europei, il dibattito ha subito un'accelerazione. Il segretario generale Mark Rutte ha indicato che l'Alleanza sarà "più guidata dagli europei", mentre diversi leader del continente sottolineano la necessità di assumersi maggiori responsabilità in materia di difesa. "Il trasferimento degli oneri dagli Stati Uniti all'Europa è già in corso e continuerà", ha affermato il presidente finlandese Alexander Stubb, tra i promotori del piano, evidenziando la necessità di gestire il processo in modo graduale e controllato. La svolta della Germania La svolta decisiva - scrive ancora il Wsj - è arrivata da Berlino. La Germania, storicamente riluttante a mettere in discussione il ruolo americano come garante della sicurezza europea, ha rivisto la propria posizione, aprendo la strada a un consenso più ampio tra partner come Regno Unito, Francia, Polonia, Paesi nordici e Canada. Rafforzare il contributo europeo nella Nato L'obiettivo condiviso è rafforzare il contributo europeo all'interno della Nato, mantenendo al contempo il legame transatlantico. "La Nato è insostituibile sia per l'Europa che per gli Stati Uniti, ma è chiaro che noi europei dobbiamo assumerci più responsabilità", ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. Sfide operative e autonomia strategica Tra le principali sfide operative figurano la gestione dei sistemi di difesa aerea e missilistica, la logistica, i corridoi di rinforzo verso l'Europa orientale e la conduzione delle esercitazioni militari, oggi largamente sotto guida americana. Parallelamente, gli europei puntano a rafforzare la produzione industriale nei settori in cui il divario con gli Stati Uniti resta significativo, come la guerra antisommergibile, le capacità spaziali e di ricognizione, il rifornimento in volo e la mobilità aerea. In questo contesto si inserisce anche il progetto congiunto annunciato da Germania e Regno Unito per lo sviluppo di missili da crociera stealth e armi ipersoniche. Resta però centrale il nodo della deterrenza nucleare e dell'intelligence strategica, ambiti nei quali l'Europa continua a dipendere in larga misura dagli Stati Uniti. Francia e Regno Unito sono sotto pressione per rafforzare il proprio ruolo, mentre si è aperto un dibattito sensibile sulla possibile estensione della deterrenza nucleare francese ad altri Paesi europei, inclusa la Germania.
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