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Bombe americane sull'Iran, Rutte: "Operazione assolutamente necessaria"
Oggi 09-07-26, 00:01
AGI – In Iran tornano a cadere le bombe statunitensi. In attesa della ripresa dei negoziati fissata per l’11 luglio, le forze armate statunitensi hanno iniziato a lanciare “una serie di potenti attacchi contro l'Iran per imporre pesanti conseguenze per aver preso di mira e attaccato navi mercantili con equipaggi composti da civili innocenti in una via navigabile internazionale". Lo afferma il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). "Gli attacchi statunitensi sono una risposta agli attacchi iraniani contro tre navi mercantili che stavano transitando nello Stretto di Hormuz. L'aggressione dimostrata dall'Iran è stata ingiustificata, pericolosa e una chiara violazione del cessate il fuoco", ha aggiunto. Trump: ieri abbiamo colpito molto duramente l'Iran "Ieri sera abbiamo attaccato con molta forza quelle persone molto pericolose provenienti dall'Iran. Sono malati. C'è' qualcosa che non va in loro". Lo ha dichiarato questa mattina il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Nato ad Ankara. "Abbiamo detto loro di andare a fare i loro funerali, e invece di questo, ieri hanno iniziato a lanciare razzi contro le navi, e quindi ieri sera li abbiamo colpiti molto duramente, molto duramente", ha aggiunto. Rutte, attacco all'Iran assolutamente necessaria "Penso che fosse assolutamente necessario, perché quando c'è un cessate il fuoco e l'Iran lo viola, abbiamo visto cosa è successo ieri con le navi attaccate. Penso che sia assolutamente fondamentale che gli Stati Uniti reagiscano con forza". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, al suo arrivo al summit. Le esplosioni nel sud dell'Iran Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, diverse esplosioni sono state udite nei pressi di Sirik e Qeshm, nel sud dell'Iran. L'ubicazione esatta e la fonte delle esplosioni non sono state immediatamente accertate. Sono state registrate esplosioni anche nella città portuale iraniana di Bandar Abbas. Anche secondo la televisione di Stato iraniana sono stati uditi rumori di esplosioni in almeno due località. Sei esplosioni sull'isola di Qeshm, la più grande isola nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, di grande importanza geostrategica per quanto riguarda il controllo e l'autorità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz. Le aree strategiche coinvolte La televisione di Stato, inoltre, almeno altre sette esplosioni sono state udite nelle aree vicine al porto di Sirik, di fondamentale importanza in quanto è un altro punto strategico da cui l'Iran esercita il proprio controllo e la propria autorità sullo Stretto di Hormuz. A partire dal momento successivo alla firma del protocollo d'intesa, ci sono finora stati scontri e a un'escalation limitati in questa situazione di forte tensione nello Stretto di Hormuz. Le accuse sul memorandum Il Ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato l'articolo 10 del Memorandum d'intesa annullando la deroga temporanea alle sanzioni che colpivano le vendite di petrolio iraniano. La posizione di Teheran In una dichiarazione, il ministero ha condannato la mossa del Dipartimento del Tesoro statunitense, definendola una "chiara violazione" del memorandum firmato il 18 giugno. Secondo quanto affermato, la decisione, presa meno di 20 giorni dopo la firma del memorandum, dimostra "malafede" e prova che non ci si può fidare dell'amministrazione statunitense. Il ministero ha inoltre accusato Washington di aver violato ripetutamente alcune parti del memorandum, sia direttamente sia indirettamente, attraverso quelle che ha definito azioni israeliane contro il Libano. Ghalibaf a Usa, era bullismo finita. Non ci arrendiamo "L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte", ha scritto su X il principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf che ha aggiunto "Noi non ci arrendiamo". Funzionario Usa, i raid sono una punizione Gli ultimi attacchi statunitensi contro l’Iran sono "una conseguenza diretta degli atti di terrorismo internazionale perpetrati dall’Iran contro navi innocenti in transito nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato un funzionario statunitense alla CNN. "Gli iraniani conoscono le conseguenze delle loro azioni ridicole, eppure hanno comunque scelto di sferrare questi attacchi", ha affermato il funzionario. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver sferrato gli attacchi e di aver reintrodotto le sanzioni sulle vendite di petrolio di Teheran come rappresaglia per gli attacchi contro navi commerciali nello stretto di Hormuz. L'appello dell'Imo L'Organizzazione marittima internazionale (Imo), l'agenzia delle Nazioni Unite responsabile della sicurezza marittima, ha stimato che circa 6mila marittimi sono rimasti bloccati nel Golfo, alla luce della situazione nello Stretto di Hormuz. "Questi attacchi non fanno che esacerbare la paura, l'incertezza e il disagio psicologico già provati dai circa 6mila marittimi che rimangono intrappolati a bordo di navi impossibilitate a lasciare il Golfo in sicurezza", ha dichiarato il Segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez, in un comunicato, esortando tutte le parti a evitare di "attraversare questo stretto con le proprie navi".
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