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Estero
Ceuta, l'assedio al confine: 50mila ingressi e record di vittime
Oggi 31-07-26, 17:34
AGI - La situazione a Ceuta, l'enclave spagnola in Marocco, è sempre più drammatica. Circa 50.000 migranti hanno attraversato il confine tra Spagna e Marocco nelle ultime ore, e la metà di loro sono già tornati in patria. A chiarirlo è stato il ministero dell'Interno spagnolo, dopo che il governatore locale, Juan Jesus Vivas, aveva parlato di 60mila persone giunte nell'enclave, ricorda El Pais. Si tratta della più grave emergenza nella zona dal maggio 2021, quando oltre 10.000 persone entrarono in appena 48 ore. Per comprendere la portata dell'evento, la cifra rappresenta circa il 50% dell'intera popolazione dell'enclave, che conta in tutto 83.600 residenti. E infatti le strade di Ceuta si sono trasformate in un dormitorio a cielo aperto nella notte, mentre il passaggio oltre confine dal Marocco continua ininterrotto. Sánchez: "Violata l'integrità territoriale" Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito il massiccio afflusso di circa 40mila migranti provenienti dal Marocco nell'enclave di Ceuta un "attacco" e una "violazione dell'integrità territoriale della Spagna". "Il governo spagnolo è al fianco della città di Ceuta. E comprendiamo l'emozione, l'angoscia che hanno provato nelle ultime ore, soprattutto da oggi", ha dichiarato il primo ministro socialista durante una visita a Ceuta, prima di definire "quanto accaduto ieri un attacco, una violazione dell'integrità territoriale della Spagna". La pressione ai confini si è intensificata notevolmente: secondo fonti della polizia locale, "c'è stato un flusso costante di persone per tutta la notte; sebbene gli arrivi siano stati inferiori rispetto al giorno, i migranti hanno continuato ad arrivare e continuano ad arrivare anche stamane". Molti sono riusciti a raggiungere il territorio spagnolo a nuoto o a bordo di gommoni e materassini, festeggiando l'arrivo tra urla di gioia e ringraziamenti agli agenti. Centinaia di persone sono entrate a mezzogiorno sotto lo sguardo della Guardia Civil, mentre i sindacati di polizia denunciano una gestione ormai insostenibile. Insieme a Melilla — dove le autorità hanno reso noto che 300-400 persone sono entrate ieri sera dal Marocco — Ceuta rappresenta l'unico confine terrestre che separa l'Unione Europea dal continente africano. Madrid invia sommozzatori e droni Di fronte all'aggravarsi della pressione ai confini, il Ministero dell'Interno spagnolo ha deciso di alzare ulteriormente il livello di guardia. Nelle ultime ore, da Madrid è stato disposto l'invio immediato di decine di agenti di polizia supplementari per rafforzare i pattugliamenti nell'enclave. Un contingente straordinario che include otto sommozzatori specializzati, nuove imbarcazioni di pattuglia e droni di ultima generazione per il monitoraggio aereo e marittimo, con l'obiettivo di intercettare i tentativi di attraversamento a nuoto lungo la scogliera del Tarajal ed evitare nuove tragedie in mare. Record storico di vittime Parallela alla pressione eccezionale sui valichi c'è la tragedia umana. Sale ad almeno 57 il bilancio delle vittime tra i migranti che hanno tentato l'ultima traversata a nuoto, dopo che nelle ultime ore altri sei corpi sono stati rinvenuti vicino alla diga frangiflutti. Finora il numero massimo di vittime si era registrato nel 2015, quando morirono 46 persone. La situazione si è ulteriormente aggravata nell'ultimo mese: solo a luglio, 30 persone sono annegate mentre cercavano di arrivare in città. Meloni: "Pronti a sospendere Schengen con la Spagna". Aderisce anche Helsinki La gravità della situazione ha spinto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a intervenire duramente sui social: "Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei", ha scritto la premier su X. Meloni ha spiegato di essersi confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per valutare misure straordinarie: "L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna". La premier ha poi ribadito che sull'immigrazione clandestina "non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo". L'effetto domino a livello europeo non si è fatto attendere: anche la Finlandia sta valutando la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna a causa della crisi migratoria in corso a Ceuta. Lo ha reso noto ufficialmente la ministra dell'Interno finlandese, Mari Rantanen, confermando come la gestione della frontiera ibérica stia diventando un caso politico a livello comunitario. Scontro diplomatico tra Roma e Madrid Le prese di posizione del governo italiano hanno immediatamente innescato un acceso caso diplomatico con la Spagna. A far esplodere la tensione è stato anche un messaggio social del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha criticato la scelta di Madrid di concedere la cittadinanza a più di 500mila immigrati irregolari, dicendosi favorevole alla chiusura di Schengen. La reazione del governo spagnolo è stata immediata: il ministero degli Esteri di Madrid ha definito le parole di Tajani "indegne", accusando l'Italia di fare "demagogia partitica" invece di mostrare solidarietà europea, e ha ufficialmente convocato l'ambasciatore italiano in Spagna.
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