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Cronaca
Chiara Ferragni, oggi la sentenza per il Pandoro gate. Cosa può succedere
Oggi 14-01-26, 12:26
AGI - "Sono tranquilla e fiduciosa". Assediata da decine di cronisti, anche esteri, Chiara Ferragni ha ribadito, come già in passato, la sua fiducia nella magistratura entrando nell'aula dove oggi sarà letta la sentenza del processo col rito abbreviato in cui è accusata di truffa aggravata per il 'Pandoro gate'. Il verdetto sarà pronunciato dal giudice Ilio Mannucci Pacini. Ferragni è accusata di truffa aggravata per avere ingannato i consumatori nella vendita del pandoro 'Balocco Pink Christmas' e delle uova di Pasqua 'Giochi Preziosi". Chiesto un anno e 8 mesi Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli hanno chiesto la condanna a un anno e otto mesi perché, stando alle indagini della Guardia di Finanza, tra il 2021 e il 2022 l'influencer avrebbe ingannato follower e consumatori ottenendo "ingiusti profitti" in relazione alla vendita dei prodotti presentata come benefica. Gli altri imputati L'accusa ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi anche per Fabio D'Amato, l'ex braccio destro di Ferragni, e a un anno per il presidente di CerealiItalia, Francesco Cannillo. Secondo la Procura, le due operazioni commerciali sarebbero state "mascherate" da iniziative benefiche "inducendo in errore un numero imprecisato di acquirenti" e facendo ottenere a Ferragni un "ingiusto profitto" stimato in 2 milioni e 225 mila euro, più altri benefici non calcolabili legati al "ritorno di immagine". Le tre possibilità Oltre alla sentenza e all'assoluzione, il giudice ha una terza opzione, quella della sentenza di 'non luogo a procedere'. Tutto si gioca, per quest'ultima ipotesi, sull'aggravante della 'minorata difesa' contestata perché l'imputata avrebbe sfruttato la buona fede dei consumatori che 'credevano' nell'iniziativa benefica. Nel caso in cui non venisse riconosciuta dal giudice, la truffa sarebbe 'solo' semplice e quindi procedibile con la querela delle parti offese. La querela in realta' ci fu ma venne ritirata dopo i circa 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni versati da Ferragni che ha dichiarato in aula di avere agito "sempre in buona fede".
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