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Cinque anni fa l'omicidio di Luca Attanasio. Mattarella: "Incarna i nobili ideali dell'Italia"
Oggi 22-02-26, 11:12
AGI - "Nel drammatico scenario di crisi che ancora funesta la Repubblica Democratica del Congo, il ricordo dell'Ambasciatore Attanasio e della sua missione resta quanto mai esemplare. La sua dedizione incarna i nobili ideali dell'Italia repubblicana che guarda al continente africano con spirito di cooperazione e sentimenti di umanità". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio del messaggio che ha inviato al sindaco del Comune di Limbiate, Antonio Domenico Romeo, e alla famiglia dell'Ambasciatore assassinato cinque anni fa in un attentato insieme al Carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci e all'autista Mustapha Milambo. "Il valore dell'impegno quotidiano dei servitori della Repubblica Italiana che, con coraggio e senso del dovere, operano in territori segnati da instabilità e pericoli - aggiunge il Capo dello Stato - si ripropone nella figura di Luca Attanasio e di quanti erano con lui. Le manifestazioni promosse dal Comune di Limbiate rappresentano un giusto tributo a chi è caduto nell'adempimento del dovere. Nell'esprimere gratitudine agli organizzatori e a quanti sono oggi presenti, sono certo che il sacrificio dell'Ambasciatore Attanasio e di chi lo accompagnava rimarrà patrimonio vivo della memoria collettiva di ciascuno", conclude. Tajani: testimone di valori di solidarietà "Nel giorno del quinto anniversario della tragica morte dell'Ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci, ne ricordiamo il sacrificio insieme a tutta la Farnesina e alla nostra rete diplomatica. Caduti nella Repubblica democratica del Congo nell'adempimento del loro dovere al servizio dell'Italia, con il loro lavoro hanno testimoniato i valori di solidarietà, dialogo e vicinanza alle comunità più fragili che guidano l'azione internazionale del nostro Paese. Il loro esempio continua a ispirare il nostro impegno quotidiano. Ne custodiremo sempre la memoria con gratitudine e rispetto" ha detto il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani. Il ricordo della moglie "Il 22 febbraio 2021 la nostra vita è cambiata per sempre. Mio marito Luca ci ha lasciati mentre stava svolgendo il suo servizio, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista Mustapha Milambo. Oggi il mio pensiero va anche alle loro famiglie, unite a noi da un dolore che ci accompagna ogni giorno". Così Zakia Seddiki, moglie di Luca Attanasio. "Luca - aggiunge Zakia, fondatrice dell'Associazione umanitaria Mama Sofia - è una presenza che continua a vivere nei valori che ci ha trasmesso, nel suo modo di guardare gli altri con rispetto, nella sua capacità di credere nel dialogo e nella possibilità concreta di costruire ponti. Amava profondamente il suo lavoro e le persone che incontrava. Credeva che la pace si costruisse ogni giorno, con responsabilità e con gesti semplici ma coraggiosi. Il dolore non passa, si trasforma. Resta il suo esempio, la sua umanità, il suo sorriso". Resta, conclude, "ciò che ha seminato. Non c'è un solo giorno in cui Luca non sia nei miei pensieri. E insieme alle nostre figlie continuiamo a vivere nel solco dei suoi valori, perché è il modo più vero che abbiamo per sentirlo ancora accanto a noi". L'attacco armato 5 anni fa Cinque anni fa veniva ucciso Luca Attanasio, ambasciatore nella Repubblica democratica del Congo dal 2017 fino alla sua morte, il 22 febbraio 2021. Aveva 43 anni, era spostato e papà di tre figlie piccole. Molto più di diplomatico di cui portare memoria per la tragica scomparsa, come in tanti testimoniano. Insieme a lui furono assassinate altre due persone, il carabiniere che era di scorta e il loro autista. Era nato nel 1977 a Saronno, aveva intrapreso la carriera diplomatica nel 2003 impegnandosi in diverse sedi, tra cui Svizzera, Marocco e Nigeria. Un diplomatico che alle doti professionali aveva aggiunto le sensibilità sue grandi doti umane. Sensibile alle varie emergenze sociali del continente africano nonché attivo in molti programmi di aiuto promossi dalla Comunità di Sant'Egidio, nel 2020 ha ricevuto il Premio internazionale Nassiriya per la Pace "per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli". Attanasio venne assassinato in un attacco armato contro un convoglio del Programma alimentare mondiale (Pam) dell'Onu, vicino a Goma, nell'est del Congo. Nell'attentato morirono anche il carabiniere Vittorio Iacovacci e l'autista congolese Mustapha Milambo. Le circostanze dell'attacco restano controverse, ma si è ipotizzato un tentativo di rapimento finito tragicamente. Troppe ombre ancora su quell'agguato. Attanasio era noto "per il suo impegno umanitario e per il suo approccio aperto e dialogante, che lo aveva reso una figura molto apprezzata sia in Italia sia in Africa".
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