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Conte sprona i progressisti: "Lavoriamo insieme. Le premesse sono ottime"
Oggi 14-04-26, 02:46
AGI - Il referendum, prima, la sconfitta di Orban, poi: "Ci sono ottime premesse per battere questo governo, ma bisogna lavorarci con serietà e unità". Giuseppe Conte fa il punto di quanto sta avvenendo a livello nazionale e fuori dai confini italiani. Certo, ammette il leader M5s presentando il suo libro al Tempio di Adriano, c'è ancora del lavoro da fare, a partire dalla messa a punto del programma e dalle regole del gioco interne alla coalizione. La domanda sulle primarie arriva puntuale e Conte ribadisce la sua ricetta: primarie "aperte" e non di partito: "se non c'è partecipazione democratica ai massimi livelli, non ha senso farle". E alleanza sul programma per i progressisti che devono lavorare insieme a partire da M5s, Pd e Avs. Le tre forze politiche che hanno condiviso molte battaglie insieme in questa legislatura. Poi si vedrà chi saranno "gli altri" che arriveranno, con la puntualizzazione che se alle primarie non dovesse vincere M5s, non si dirà "che non valgono". Alleanze e valori del campo progressista "Non ci si può alleare con forze che sono, nel migliore dei casi, conservatrici", perché "se non ti rassegni a iniquità e disuguaglianze non ti puoi alleare con forze reazionarie". Il criterio per cui il partito che prende un voto in più esprime il premier è "un automatismo funzionante per la destra", ma nel campo progressista "non c'è questa consuetudine", nota l'ex premier rivendicando che il Movimento 5 stelle non ha mai detto di essere in un'alleanza organica. Ragionamenti calati nel racconto che Giuseppe Conte offre con il suo libro "Una nuova primavera", in uscita il 14 aprile. Critiche al governo Meloni e rapporti interni L'esperienza del governo Meloni testimonia che non basta un esecutivo stabile per far funzionare la democrazia. La destra, secondo Conte, ha privilegiato le esigenze dei mercati finanziari, delle banche e dell'industria delle armi. "Credo che il governo Meloni abbia tradito le aspettative dei suoi elettori. Che ne è stato della destra sociale? È stata fatta un'alleanza con il grande capitale internazionale". Su Beppe Grillo, Conte spiega di essere tranquillo riguardo al simbolo: "Ho studiato bene le cose. Non mi sono mai considerato suo nemico, semmai sono stato attaccato da lui". Scenari internazionali e sconfitta di Orban Non manca una battuta su Di Maio: "Deve leggere tutto il libro per ottenere una visione più completa". Tranchant l'ex presidente del Consiglio è anche su Trump, che ha attaccato il Santo Padre: "Vedere attaccare il Papa in modo così scomposto mi fa dire mala tempora currunt". Infine, un passaggio sulla sconfitta di Orban in Ungheria: "È una grande sconfitta per tutti coloro, da Netanyahu a Salvini fino a Meloni, che lo hanno sostenuto. Oggi quella linea politica estremista di destra esce sconfitta", conclude il leader del M5s.
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