s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Cronaca
Cosa succede al nostro cervello mentre guardiamo Sanremo
Oggi 25-02-26, 15:21
AGI - Mentre il Festival accende emozioni, polemiche e ricordi collettivi, la vera regia non è sul palco dell'Ariston, è nella nostra mente. Ogni brano ascoltato, ogni ritornello canticchiato, ogni applauso a tempo attiva una macchina biologica straordinaria. "La musica è una delle attività più complesse che il cervello umano possa elaborare", spiega il Prof. Paolo Maria Rossini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione IRCCS San Raffaele di Roma, "coinvolge contemporaneamente aree cerebrali deputate all'udito, al linguaggio, al ritmo, alla memoria, al movimento e alle emozioni". Come la musica attiva il cervello Quando ascoltiamo una canzone si accende la corteccia uditiva. Quando cantiamo le parole, i circuiti legati al linguaggio nell'emisfero sinistro si attivano, quando un ritornello ci emoziona entra in gioco il sistema limbico, la centralina delle emozioni. Se quella melodia ci riporta a un'estate lontana, è l'ippocampo, snodo della memoria, ad attivarsi. E se battiamo il tempo con il piede o cantiamo a squarciagola, lavorano anche cervelletto e aree motorie. "È una vera attivazione a rete. Non esiste quasi nessun'altra esperienza capace di sincronizzare così tante funzioni cerebrali nello stesso momento" puntualizza il neurologo. Musica e memoria: un legame sorprendente "Anche in persone con decadimento cognitivo o malattia di Alzheimer, le melodie apprese in gioventù rimangono spesso sorprendentemente conservate. Anche in persone che hanno perso il linguaggio a seguito di un ictus, la capacità di pronunciare le parole di una canzone appresa in passato ricompare d'incanto", sottolinea ancora l'esperto. Non è solo suggestione: è neuroscienza. La musica come riserva cognitiva Studi internazionali dimostrano che l'attività musicale, dall'ascolto attivo al canto, fino alla pratica di uno strumento, contribuisce alla cosiddetta riserva cognitiva, quel patrimonio di connessioni neurali che può aiutare il cervello a compensare più a lungo eventuali processi degenerativi. "Non è una cura contro la demenza - precisa Rossini - ma può contribuire a mantenere il cervello attivo, curioso e stimolato. Perché è uno strumento potente, accessibile a tutti, con un impatto emotivo straordinario. Sanremo sembra parlare di classifiche. In realtà parla di memoria. La musica fa una cosa che pochissime esperienze riescono a fare: entra senza chiedere permesso e resta".
CONTINUA A LEGGERE
6
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Cervello, come pensare meglio: i cibi che nutrono la mente
Il Manifesto
