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Crans Montana: i gestori del 'Le Costellation' sospettati di varie frodi
Ieri 13-03-26, 22:45
AGI - Un impero economico di carta, costruito sulla base di prestiti facili, probabilmente indebiti, e conti gonfiati e alimentati da frodi e truffe. È il quadro che traccia la Fedpol, polizia federale svizzera, rivelando i sospetti degli investigatori specializzati nel riciclaggio di denaro sulle finanze dei proprietari francesi del bar "Le Constellation", devastato dall'incendio nella località sciistica di Crans-Montana durante la notte di Capodanno, tragedia che ha causato 41 morti e 115 feriti. Il documento confidenziale di 15 pagine del servizio di informazione finanziaria della polizia elvetica (Mros) - di cui Afp ha preso visione - trasmesso agli inquirenti, descrive un "presunto schema finanziario criminale" e ipotizza "probabili truffe alle assicurazioni" nella gestione delle attività del locale e degli altri esercizi legati ai coniugi Jessica e Jacques Moretti. L'impero economico e lo schema Ponzi per i gestori del bar a Crans Montana Secondo gli investigatori, l''impero' economico della coppia in Svizzera si baserebbe quasi esclusivamente su prestiti ottenuti in modo presumibilmente indebito, in un sistema paragonato a uno schema Ponzi. Le varie società avrebbero continuato a indebitarsi ottenendo prestiti per strutture "vuote ma cariche di ipoteche", tra cui lo stesso Constellation, che nel tempo ha acquisito altri bar e ristoranti a Crans-Montana e nella vicina Lens. Il meccanismo avrebbe comportato l'aumento dei debiti ipotecari concessi dalle istituzioni finanziarie, accompagnato dall'esibizione di un successo commerciale ritenuto fittizio, anche attraverso l'esposizione di auto di lusso in leasing intestate alla società. L'inizio dell'attività e i primi prestiti Secondo il rapporto, Jacques Moretti, originario della Corsica, ottenne nel 2015 la licenza per gestire un esercizio pubblico a Crans-Montana e ricevette un prestito di 20 mila franchi svizzeri (circa 22.100 euro) per creare la società Le Constellation Sarl. Gli investigatori osservano che la coppia non disponeva neppure del capitale necessario per costituire l'azienda. Attraverso vari prestiti concessi da società, privati, banche e grazie alle garanzie di un servizio regionale di fideiussione, i Moretti avrebbero poi acquisito altri locali, aumentando progressivamente l'indebitamento ipotecario. I rapporti con Sébastien Bottinelli e Audemars Piguet Il rapporto cita anche il contratto firmato il primo dicembre 2020 per l'acquisto del ristorante Le Senso a Crans-Montana, proprietà di una società di Sébastien Bottinelli, la cui famiglia figura tra i principali azionisti della maison di orologeria di lusso Audemars Piguet. Secondo gli investigatori, i rapporti con Bottinelli avrebbero consentito a Moretti di ottenere prestiti per complessivi 216.800 franchi svizzeri da lui e da società legate al marchio. Audemars Piguet ha però smentito formalmente di aver concesso prestiti, direttamente o indirettamente, a Moretti. Trasferimenti di fondi e riciclaggio Gli investigatori segnalano inoltre trasferimenti di fondi tra le diverse società del gruppo Moretti, operazioni che farebbero pensare all'utilizzo di conti di passaggio, rendendo difficile tracciare i flussi finanziari. Sono stati registrati anche trasferimenti regolari nell'ambito di una relazione privata di Jessica Moretti, senza che gli inquirenti siano stati in grado di escludere che parte dei fondi possa avere origine criminale o essere legata a operazioni di riciclaggio. Documenti falsi e garanzie Il rapporto indica anche che Jacques Moretti potrebbe aver utilizzato documenti falsi come garanzie in Svizzera. In particolare, una presunta eredità di una casa a Sari-Solenzara, in Corsica, sarebbe stata presentata come garanzia per l'acquisto di una casa a Lens, mentre in realtà l'immobile era stato acquistato tramite un prestito del Crédit Lyonnais nel 2018 per 625 mila euro. Incendi sospetti e frodi assicurative Gli investigatori citano inoltre due incendi sospetti. Il primo è avvenuto poco dopo l'acquisto nel 2023 dell'agriturismo corso "Le Vieux Chalet" a Lens per 1,2 milioni di franchi svizzeri, incendio che ha portato a un indennizzo di 230 mila franchi (circa 255 mila euro) da parte di Zurich Assurance nel 2024. Un secondo incendio nel bar Le Constellation, il 29 febbraio 2024, ha generato 17.580 franchi di risarcimento dalla stessa compagnia. Questi elementi portano gli investigatori a ipotizzare "probabili truffe assicurative". Nel documento, gli inquirenti sottolineano che i principali problemi rilevati, potenzialmente alla base di operazioni di riciclaggio, potrebbero includere gestione infedele, falsificazione di documenti, frodi assicurative e gravi infrazioni fiscali, chiedendo ulteriori indagini approfondite.
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