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Economia e Finanza
Credito e prestiti, tassi ancora in rialzo
Oggi 16-05-26, 13:17
AGI - Il costo del credito in Italia registra un lieve incremento nel mese di aprile, pur rimanendo sensibilmente inferiore ai livelli della fine del 2023. Secondo quanto rilevato dall'Associazione Bancaria Italiana (Abi) nel suo ultimo rapporto mensile, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 3,43%, evidenziando una crescita di 6 centesimi rispetto al mese precedente, a fronte del 4,42% registrato a dicembre 2023. La tendenza al rialzo interessa l'intero comparto degli impieghi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è salito al 4,02% (+3 centesimi su mese), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese ha raggiunto il 3,62%, con un incremento di 24 centesimi rispetto al mese precedente (il dato era al 5,45% a dicembre 2023). Dinamica degli impieghi e qualità del credito Nonostante il rincaro dei tassi, la domanda di finanziamenti non si arresta. Ad aprile, l'ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,7% su base annua, mantenendosi in linea con la variazione del mese precedente e consolidando la fase di espansione avviata a marzo 2025. Per il settore delle famiglie si tratta del sedicesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese è il decimo mese consecutivo di crescita. A titolo di confronto, a marzo i prestiti alle famiglie erano aumentati del 2,7%, mentre quelli alle imprese del 2,8%. Il miglioramento della qualità del credito In parallelo alla crescita delle erogazioni, si registra un miglioramento della qualità del credito. A marzo i crediti deteriorati netti - intesi come l'insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche - sono scesi a 26,9 miliardi di euro, contro i 27,7 miliardi di dicembre 2025 e i 31,3 miliardi di dicembre 2024. Il dato attuale evidenzia una contrazione di oltre 169 miliardi di euro rispetto al picco massimo di 196,3 miliardi raggiunto nel 2015. L'Abi sottolinea che a marzo i crediti deteriorati netti rappresentavano l'1,28% dei crediti totali. Il rapporto risulta in calo rispetto all'1,32% di dicembre 2025, all'1,51% di dicembre 2024 e al 9,8% di dicembre 2015. Raccolta bancaria e rendimenti dei depositi Sul fronte della raccolta bancaria, i dati di aprile mostrano un aumento della raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) pari al 2,9% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+2,6% nel mese precedente). Nel dettaglio, i depositi sono cresciuti del 2,7% su base annua (+2,5% a marzo), mentre la raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni ha segnato un incremento del 4,1% rispetto all'anno precedente (+3,5% il mese precedente). La raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli custoditi presso gli istituti di credito, ha registrato una crescita di 98,8 miliardi di euro tra marzo 2025 e marzo 2026. Di questi, 42,8 miliardi sono riconducibili alle famiglie, 16,5 miliardi alle imprese e la quota restante ad altri settori (imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione). I rendimenti dei depositi vincolati Per quanto riguarda i rendimenti corrisposti alla clientela, ad aprile il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (certificati di deposito e depositi vincolati) si è attestato al 2,16%, in aumento rispetto al 2,13% del mese precedente e superiore alla media dell'area euro, che a marzo era pari all'1,92%. L'incremento rispetto a giugno 2022 — ultimo mese antecedente l'avvio della stretta monetaria da parte della Bce, quando il tasso era dello 0,29% — è di 187 punti base. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso ad aprile è stato invece del 2,73%. I tassi sui depositi e conti correnti Rimangono stabili le remunerazioni delle forme di raccolta più liquide: il tasso medio sul totale dei depositi (comprensivo di certificati di deposito, risparmio e conti correnti) è rimasto invariato allo 0,65% rispetto a marzo 2026 (era lo 0,32% a giugno 2022). Allo stesso modo, il tasso sui conti correnti si è confermato allo 0,29%, invariato su mese e superiore allo 0,02% di giugno 2022. A fronte di tale quadro, il margine (spread) sulle nuove operazioni con famiglie e società non finanziarie — calcolato come differenza tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta — si è attestato ad aprile a 209 punti base.
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